Anziani,per nuovo studio fino al 5% perdono la memoria ogni anno

lunedì 28 luglio 2008 21:59
 

WASHINGTON (Reuters) - Arriva al 5% la percentuale di ultrasettantenni che ogni anno potrebbero sviluppare disturbi della memoria che rientrano sotto la definizione di "Decadimento cognitivo lieve" (Mci, dall'inglese "Mild Cognitive Impairment"). A rivelarlo è uno studio effettuato da un team di ricercatori della Mayo Clinic di Rochester, nel Minnesota.

Si tratta di una percentuale maggiore di quanto stimato in precedenza, che diventa ancora più alta (7%) se si considerano solo gli ottuagenari.

"Stiamo parlando di un numero significativo di individui che potrebbero riportare danni alle funzioni cognitive nel futuro prossimo", ha spiegato il dottor Ronald Petersen, il neurologo che ha coordinato lo studio.

Lo studio è stato condotto su 2.000 persone ultrasettantenni, nel 5% delle quali si è registrata ogni anno una perdita delle funzioni mentali e della memoria tale da giustificare la diagnosi.

Tra i disturbi che rientrano nell'Mci ci sono problemi di memoria (più gravi di occasionali dimenticanze), rallentamento del pensiero e riduzione della capacità di apprendimento.

L'Mci è il primo passo verso l'Alzheimer, secondo quanto spiegato da Peterson.