Tlc,scontro Ue e garanti nazionali su linee guida banda larga

giovedì 18 settembre 2008 18:57
 

BRUXELLES (Reuters) - Gli operatori che si affacciano per la prima volta sul mercato della banda larga dovrebbero inizialmente poter utilizzare i cavi di quelli che vi sono già presenti, così che la concorrenza sia garantita.

Così recita la bozza delle linee guida Ue per gli stati membri, che negli intenti punta a rendere più economico l'accesso alla banda larga, ma nei fatti oggi ha scatenato le ire dei garanti nazionali, che saranno responsabili del loro recepimento.

Sui 495 milioni di abitanti dell'Ue, solo un milione dispone di una connessione a fibra ottica, e la Commissione auspica che le linee guida possano incoraggiare gli investimenti.

Secondo uno studio McKinsey, ci vorrebbero 300 miliardi di euro per convertire tutti gli accessi presenti in Europa in accessi a fibra ottica e sostituire i fili di rame, talvolta risalenti al 1800.

"Vogliamo che la legislazione dei singoli stati non solo incoraggi gli investimenti necessari nel campo della fibra ottica, ma rafforzi anche la concorrenza nel settore banda larga", ha scritto in una nota il commissario Ue alla concorrenza Neelie Kroes.

Le linee guida saranno adottare dalla Commissione l'anno prossimo. Non saranno vincolanti, ma i garanti e i governi che non le attueranno dovranno spiegarne il motivo.

Lo European Regulators Group, composto dai garanti delle telecomunicazioni dei 27 paesi Ue, sostiene però che le linee guida impediscono gli investimenti, l'innovazione e la concorrenza e che i suoi membri non ne condividono la natura "eccessivamente prescrittiva".

"Dal nostro punto di vista, l'approccio corrente della Commissione va contro le best practice regolatorie e rischia di danneggiare il settore", recita una nota del presidente dell'Erg Daniel Pataki.

 
<p>Un uomo alla tastiera. REUTERS/Catherine Benson CRB</p>