Cina, al vaglio l'abolizione della politica del figlio unico

giovedì 28 febbraio 2008 12:59
 

PECHINO (Reuters) - La Cina, preoccupata del crescente tasso di anzianità della sua popolazione, sta meditando di abolire la controversa politica del figlio unico, ma non rinuncerà del tutto alla pianificazione familiare, come ha spiegato oggi un alto funzionario.

Vista l'entità della popolazione - la più alta del mondo - che deve dividersi terreni, acqua e risorse energetiche limitate, la Cina dagli anni '70 applica leggi che limitano la crescita delle famiglie. Le regole variano, ma generalmente impongono alle famiglie il limite di un figlio solo, o al massimo due nelle zone rurali.

"Vogliamo sempre più un cambiamento", ha detto il vice ministro della Popolazione Nazionale e della Commissione sulla Pianificazione Familiare Zhao Baige ai giornalisti.

"Non posso dire quando o come, ma è diventata una questione importante per i parlamentari", ha aggiunto Zhao. "L'idea è di studiare la questione, analizzarla responsabilmente e risolverla in modo sistematico".

Oggi la media dei figli che una donna cinese partorisce nella sua vita è scesa a 1,8 dai 5,8 degli anni '70, ed è sotto il tasso di ricambio del 2,1.

La Cina sostiene che le sue politiche hanno prevenuto centinaia di milioni di nascite aumentando il benessere, ma gli esperti hanno avvisato che una popolazione che invecchia sempre di più e l'aumento della disparità di genere con la tradizionale predilezione per i maschi sono vere e proprie "bombe sociali".

 
<p>Coppie cinesi con in braccio i loro bambini. REUTERS/Bobby Yip (CHINA)</p>