Boicottaggio, import da Cina a Italia sale 9% gennaio-Coldiretti

martedì 18 marzo 2008 12:36
 

MILANO (Reuters) - Le importazioni dalla Cina nel nostro paese a gennaio hanno fatto un ulteriore balzo in avanti del 9% arrivando a superare di oltre cinque volte in valore le esportazioni del Made in Italy nel paese asiatico, con un deficit commerciale che si avvicina a quello con i paesi dell'Opec produttori di petrolio.

E' quanto è emerso da un'analisi della Coldiretti sulla base dei dati del commercio estero dell'Istat a gennaio, svolta in occasione della discussione in corso sul boicottaggio delle Olimpiadi di Pechino dopo gli episodi di violenza che si sono verificati in Tibet.

"La Cina contribuisce notevolmente al deficit commerciale record dal 1991 fatto registrare dall'Italia con l'arrivo dal Paese Asiatico soprattutto di tessuti, abbigliamento, scarpe, macchine e apparati meccanici ed elettrici, prodotti chimici e mobili ma anche di prodotti alimentari come mele, aglio, concentrato di pomodoro, castagne, funghi, legumi e semilavorati di ortofrutta", sottolinea una nota della Coldiretti.

Secondo l'associazione, questa differenza tra import ed export nel settore dell'agroalimentare è particolarmente grave, visto che le importazioni superano di quasi nove volte le esportazioni nazionali, spesso bloccate da pretesti burocratici.

"E' il caso - spiega la Coldiretti - del prosciutto italiano che non è ancora riuscito a superare le dure barriere protezionistiche della Cina, nonostante il via libera formale all'importazione del salume concesso dalle Autorità del paese asiatico già nel luglio 2007, ma le difficoltà di esportazione nel paese asiatico riguardano anche altri importanti prodotti italiani come l'ortofrutta fresca, in particolare mele e kiwi, ostacolati dal mancato superamento degli ostacoli di carattere burocratico, sanitario ed amministrativo, che hanno sino ad ora impedito le spedizioni".

Secondo l'associazione il rischio di una situazione del genere è che gli atleti italiani che parteciperanno alle Olimpiadi saranno privati delle specialità nazionali, nonostante le preoccupazioni sulla qualità e sicurezza del cibo cinese espresse da molte delegazioni che stanno valutando la possibilità di portare il cibo da casa.

 
<p>Un'operaia lavora dei pezzi di carne di maiale a Wuhan, nella provincia Hubei. REUTERS/Stringer (CHINA)</p>