Videogame violenti, Stephen King: non sta a politica vietarli

martedì 8 aprile 2008 11:51
 

SYDNEY (Reuters) - Lo scrittore di romanzi horror Stephen King ha criticato il progetto di uno stato americano di vietare i videogame violenti, perché pensa che una mossa del genere non sia democratica e che tocchi ai genitori controllare come si divertono i figli.

King, nella rubrica di cultura pop che tiene su Entertainment Weekly, ha scritto che, pur non essendo un fan di videogiochi, si è indignato quando ha saputo che in Massachusetts la vendita di giochi violenti ai minorenni potrebbe essere proibita da una legge ora in discussione.

"Mi fa impazzire quando i politici cercano di sostituire i genitori. I risultati in genere sono disastrosi, per non dire antidemocratici", ha scritto King.

L'opinione si inserisce nel dibattito sulla proibizione dei videogiochi violenti e sulla loro influenza sui comportamenti violenti.

Secondo King, i cui romanzi "Shining" e "Carrie" sono diventati film horror, i videogame non fanno altro che riflettere una violenza che esiste già nella società. Per lo scrittore inoltre negli Stati Uniti le divisioni sociali tra chi ha e chi non ha e la legislazione sulle armi spingono verso comportamenti violenti più dei videogiochi.

La misura più efficace - scrive King - è che i genitori si interessino di quello che i figli guardano e leggono, di quello che fanno e delle persone che frequentano.

"I genitori devono avere il fegato di proibire il materiale che trovano inadatto ... e poi spiegare perché viene vietato".

 
<p>Stephen King in una foto d'archivio. REUTERS/Mike Segar (UNITED STATES)</p>