Alimentari, Fao: affamati aumentati a 975 milioni nel 2007

mercoledì 17 settembre 2008 17:09
 

ROMA (Reuters) - Sono 75 milioni le persone che, a causa dell'impennata dei prezzi dei generi alimentari, nel solo 2007 hanno ingrossato le fila di chi soffre la fame, e nell'immediato futuro la situazione non è destinata a migliorare.

A lanciare l'allarme è il direttore generale della Fao, Jacques Diouf, ascoltato oggi alle commissioni Esteri ed Agricoltura di Camera e Senato sul tema dell'aumento dei prezzi alimentari e dell'impatto che esso ha sulla sicurezza alimentare mondiale.

"Prima dell'impennata dei prezzi del 2007-2008 le persone sottoalimentate erano 850 milioni", ha spiegato oggi Diouf. Ma nel solo 2007, "questo numero è aumentato di 75 milioni".

E le previsioni per il futuro non sono affatto rosee: l'indice Fao dei prezzi alimentari, ha messo in guardia il diplomatico senegalese, ha registrato tra il 2005 e il 2006 un aumento del 12%, del 24% nel 2007 e di circa il 50% fino a luglio 2008, e i prezzi resteranno ancora sostenuti per diversi anni e nei paesi poveri la crisi alimentare continuerà.

Responsabili della crisi alimentare, gli scarsi raccolti, l'accresciuta domanda mondiale di cibo -- soprattutto dai paesi asiatici in forte crescita -- e i crescenti costi dei carburanti, che hanno generato la brusca impennata dei prezzi delle materie prime.

"Siamo di fronte ad una sfida di grandi proporzioni" ha detto ancora il direttore generale della Fao. "Dobbiamo mobilizzare 30 miliardi di dollari l'anno per raddoppiare la produzione alimentare mondiale al fine di nutrire i 9 miliardi di persone che popoleranno il pianeta nel 2050".

Una cifra, ha spiegato Diouf, "assai modesta se messa in rapporto con il sostegno che i paesi Ocse danno al proprio settore agricolo - 376 miliardi di dollari nel 2006 - e con le spese per gli armamenti che, nello stesso anno, hanno raggiunto i 1204 miliardi di dollari".

"È venuto il momento che la comunità internazionale si unisca per affrontare la crisi alimentare mondiale ... l'Italia che presiederà il G8 l'anno prossimo ha in questo contesto una responsabilità storica", ha concluso Diouf.

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<p>Jacques Diouf in una foto d'archivio. REUTERS/Tony Gentile (ITALY)</p>