Angelina Jolie la vip più "altruista", dice sondaggio Reuters

giovedì 27 dicembre 2007 17:26
 

LONDRA (Reuters) - Da selvaggia donna tatuata a eroina umanitaria: com'è cambiata in pochi anni Angelina Jolie, piazzatasi al primo posto di un sondaggio di Reuters pubblicato oggi sulla miglior celebrity umanitaria del 2007!

Angelina è stata tra i concorrenti quella che ha suscitato il maggior rispetto tra i votanti per la sua attività di zelante ambasciatrice Onu e di madre adottiva che cerca di far aumentare la consapevolezza sulle sofferenza in Africa.

Ma il sondaggio del sito umanitario Reuters AlertNet (www.alertnet.org) ha rivelato che non tutti i personaggi famosi che fanno del bene riscuotono così tanto favore, come ad esempio Madonna, anche lei madre adottiva, che è stata l' "altruista famosa" meno rispettata del 2007 nonostante abbia raccolto milioni per gli orfani del Malawi e sia stata supportata da Bob Geldof.

L'immagine di Madonna ha risentito dalle accuse di aver usato la sua fama e la sua ricchezza per aggirare le regole di adozione del Malawi.

"La gente non è stupida", ha commentato Peter Walker, direttore del Feinstein International Famine Center della Tufts University. "E' in grado di capire quando si tratta di pubblicità e quando invece uno ci crede davvero. Una come Angelina Jolie si mostra più integra di altre celebrità e suscita una maggior sensazione che non lo faccia per pubblicità".

Il sondaggio condotto online dal 7 al 19 dicembre tra 606 persone ha visto la Jolie piazzarsi davanti al cantante degli U2 Bono, all'arcivescovo Desmond Tutu e al fondatore di Microsoft Bill Gates, che hanno tutti aiutato a inserire l'Africa nell'agenda globale.

Il risultato sottolinea quanto lontana è la Jolie di oggi dalla donna che circa sette anni fa baciava sulle labbra il fratello a una premiazione e che portava al collo una fiala del sangue del secondo marito Billy Bob Thornton.

 
<p>Angelina Jolie parla con una donna irachena in sedia a rotelle al campo rifugiati improvvisato di Al Waleed. REUTERS/Morris Bernard/Courtesy UNHCR/Handout (IRAQ)</p>