Australia, sì a estrazione staminali da embrioni umani clonati

mercoledì 17 settembre 2008 13:29
 

SYDNEY (Reuters) - Il governo australiano ha autorizzato per la prima volta la clonazione di embrioni umani dai quali saranno estratte cellule staminali embrionali a scopo terapeutico.

Ad occuparsi del processo sarà la Sydney IVF, una clinica di fecondazione assistita che potrà disporre di 7.200 ovuli umani per la ricerca.

Se avesse successo, si tratterebbe della prima volta al mondo, come ha spiegato il Consiglio nazionale per la salute e la ricerca medica che le ha accordato il via libera: nessuno infatti ha mai estratto staminali embrionali da embrioni umani clonati.

In Australia la tecnica, nota come clonazione terapeutica o trasferimento nucleare di cellule somatiche, era vietata fino al 2006. Il bando è stato abolito dal parlamento con un raro voto di coscienza. La clonazione umana per scopi riproduttivi è tuttora vietata.

Il presidente del Consiglio medico, il dottor John Findlay, ha spiegato che la ricerca della Sydney IVF sarà attentamente monitorata.

"Gli è stata accordata una licenza per la clonazione terapeutica", ha detto a Reuters. Gli embrioni -- ha spiegato -- non raggiungeranno lo stadio di feti. "Possono arrivare allo stadio di blastocita. Devono fermarsi lì". Il blastocita è uno degli stadi iniziali dello sviluppo di un embrione.

Findlay ha spiegato che inizialmente tutte le cellule estratte saranno utilizzate per la sperimentazione di nuovi farmaci contro la distrofia muscolare e il morbo di Huntington, e successivamente per generare tessuti corporei.

Il direttore della Australians for Ethical Stem Cell Research, David van Gend, ha criticato la decisione del comitato: con le nuove tecnologie -- ha obiettato -- la clonazione non è più necessaria.

La Sydney IVF ha precisato che saranno impiegati solo ovulti inutilizzabili per la fecondazione assistita perchè immaturi o non fecondati correttamente, e che sarà necessario il consenso dei donatori.

 
<p>Una scienziata in laboratorio. REUTERS/Adrees Latif</p>