Minori, frequenti abusi di peacekeeper e cooperanti, dice studio

martedì 27 maggio 2008 09:52
 

LONDRA (Reuters) - Gli abusi sessuali sui minori da parte di operatori umanitari e peacekeeper sono frequenti, e gli sforzi per proteggere i bambini inadeguati.

A rivelarlo lo studio di Save the Children "Nessuno a cui dirlo", secondo il quale nei paesi in emergenza viene perpetrato un numero rilevante di abusi, gran parte dei quali rimangono sommersi e, a meno che non si rompa il muro del silenzio, i tentativi per eliminarli "rimarranno sostanzialmente vani".

Negli ultimi anni le accuse di abusi sessuali a peacekeeper delle Nazioni Unite e operatori umanitari sono aumentate, e l'Onu sta cercando di fare luce sull'accaduto in paesi come Haiti, la Liberia, la Costa d'Avorio e la Repubblica Democratica del Congo.

Secondo il rapporto, quest'anno andrebbe istituita una figura di controllo a livello globale, un "global watchdog" che monitori gli sforzi delle agenzie internazionali nel contrasto agli abusi e promuova le risposte più efficaci su questo fronte, mentre l'Onu e alcune Ong si organizzano per affrontare il problema.

I dati si basano su diverse visite di Save the Children ad Haiti, nel Sudan meridionale e in Costa d'Avorio, durante le quali sono stati istituiti 38 focus group con 250 bambini e 90 adulti, seguiti da interviste approfondite.

Secondo lo studio i bambini vittime degli abusi da parte di adulti che lavorano per la comunità internazionale sono prevalentemente orfani, o separati dai genitori, o con famiglie che dipendono dagli aiuti umanitari. A prevalere per numero sono le bambine rispetto ai maschi e l'età media delle vittime è di 14-15 anni anche se il rapporto attesta di abusi anche ai danni di bambini di 6 anni.

Numerose le forme di abuso descritte dagli intervistati: le più frequenti sono commenti, frasi dal pesante e volgare contenuto sessuale, cioè "abusi verbali" (testimoniati dal 65% degli intervistati); segue il sesso "coatto" (secondo il 55% degli intervistati), a cui i minori sono indotti magari in cambio di cibo, soldi, sapone, in rari casi di beni "di lusso" come il cellulare. Frequenti anche le molestie (attestate dal 55% degli intervistati). Benché meno frequente (denunciato dal 30% degli intervistati) la violenza sessuale di singoli ma anche di gruppi su minori emerge come la più temuta.

I peacekeeper dell'Onu sono stati identificati come i più probabili perpetratori da 20 dei 38 gruppi, anche se comunque sono state associate agli abusi sessuali un totale di 23 organizzazioni umanitarie, di sicurezza e di peacekeeping.

"Tutte le agenzie umanitarie e di peacekeeping che lavorano in situazioni di emergenza, Save the Children compresa, devono riconoscere che non sono indenni dal problema e devono cercare di sconfiggerlo", ha detto Jasmine Whitbread, AD di Save the Children UK.

 
<p>Due bambini di Haiti preparano del pesce che sar&agrave; poi venduto nelle strade. REUTERS/Eduardo Munoz (HAITI)</p>