Olimpiadi, fiaccola sulla Grande Muraglia. Bush critica Cina

giovedì 7 agosto 2008 08:47
 

PECHINO (Reuters) - Tra una pioggia di confetti e accompagnata dal volo delle colombe, la fiaccola olimpica è stata trasportata lungo la Grande Muraglia in un giovedì mattina velato dalla nebbia, alla vigilia delle Olimpiadi che la Cina spera possano dimostrare al mondo la sua modernità.

Qualche ora prima di volare a Pechino, però, il presidente americano George W. Bush ha espresso uno dei suoi più severi moniti per criticare la Cina sui diritti umani.

Sono già più di 40 gli atleti che hanno chiesto al colosso asiatico di risolvere pacificamente i problemi in Tibet e di proteggere la libertà di espressione e di religione, varcando il confine tra sport e politica.

A Pechino intanto l'eccitazione cresce, mentre il viaggio della torcia si avvicina alla fine e gli 1,3 miliardi di abitanti si preparano ad assistere ad una cerimonia di apertura che combinerà le antiche tradizioni cinesi al lato più moderno del paese.

"Ci sono stati alcuni problemi con la torcia, ma ora è tempo di festa", ha detto Weng Chengyu, uno studente 28enne che guardava la fiaccola sfilare sulla muraglia.

Bush, che ha detto che sarà a Pechino per lo sport e non per la politica, nel corso di un discorso tenuto ieri a Bangkok, e ha espresso "profonda preoccupazione" per i diritti umani in Cina.

"L'America si oppone fermamente al regime di detenzione che la Cina applica ai dissidenti politici, agli attivisti per i diritti umani e religiosi", ha detto il presidente americano.

Alla cerimonia, a cui si ritiene che assisteranno circa un miliardo di telespettatori in tutto il mondo, il portabandiera americano sarà un velocista sudanese fuggito dalle milizie sostenute dal governo, il che potrebbe essere motivo d'imbarazzo per la Cina nei confronti del Sudan, suo alleato.

 
<p>Un tedoforo cinese porta la torcia olimpica lungo la Grande Muraglia, nella sezione di Badalin, non lontano da Pechino, oggi. REUTERS/Joe Chan</p>