Dove hai vissuto? Da oggi si può capire dai capelli

martedì 26 febbraio 2008 16:52
 

CHICAGO (Reuters) - Un gruppo di scienziati ha trovato il modo di capire dove una persona è stata analizzando un suo capello, offrendo così un nuovo strumento a chi svolge indagini per cercare di identificare cadaveri o seguire le tracce dei criminali.

I ricercatori hanno spiegato che le variazioni negli isotopi di idrogeno e ossigeno che si trovano nei capelli possono essere collegate all'acqua del rubinetto bevuta, diversa da regione a regione, e possono così fornire informazioni su dove una persona ha vissuto.

"Nelle persone coi capelli lunghi si può leggere una storia piuttosto lunga", ha spiegato il geologo della University of Utah Thure Cerling, lo cui scoperte sono state pubblicate ieri sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences.

Cerling e James Ehleringer, professore di biologia nella stessa università, hanno elaborato una mappa che elenca le differenze regionali negli isotopi di idrogeno e ossigeno presenti nell'acqua del rubinetto di 65 città americane -- differenze causate da precipitazioni ed evaporazione -- e, confrontandole con i capelli degli abitanti, hanno riscontrato un legame.

Cerling ha spiegato che l'acqua che si beve lascia una "firma" di isotopi nei capelli che crescono. Persino chi beve acqua in bottiglia usa quella del rubinetto per fare il caffè, il the o la pasta. "Si usa molta acqua locale nelle attività quotidiane", ha spiegato.

La polizia sta già usando il procedimento per cercare di identificare la vittima di un omicidio: Todd Park, detective della contea di Salt Lake nello Utah, ha mandato a Ehleringer campioni di capelli di una donna i cui resti sono stati trovati vicino al Great Salt Lake nell'ottobre del 2000, e una loro analisi ha mostrato che è stata in diversi stati del nordest degli Usa.

L'idea ha suscitato molto entusiasmo nella polizia, ma Cerling ha spiegato che può essere applicata anche in altri ambiti, dall'antropologia all'archeologia.

 
<p>Una modella con un'acconciatura nella foto d'archivio di una sfilata. REUTERS/Alessia Pierdomenico</p>