Morto Maharishi Yogi, guru indiano dei Beatles

mercoledì 6 febbraio 2008 12:12
 

AMSTERDAM (Reuters) - Maharishi Mahesh Yogi, il guru dei Beatles che ha introdotto la meditazione trascendentale in Occidente, è morto improvvisamente nella sua casa in Olanda, come annunciato dai suoi assistenti.

Il solitario mistico indiano ormai ultranovantenne è diventato famoso quando nel 1968 il quartetto di Liverpool gli ha fatto visita ai piedi dell'Himalaya per apprendere le tecniche di meditazione trascendentali.

I filmati in cui John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr sono seduti a gambe incrociate vestiti di bianco e inghirlandati di fiori hanno fatto il giro del mondo.

Anche Mike Love dei Beach Boys, il cantante inglese Donovan e l'attrice americana Mia Farrow si sono in seguito uniti alle sedute.

Dopo aver insegnato ad altre icone degli anni '60 e '70, il Maharishi con i capelli fluenti e la barba bianca si è guadagnato un seguito mondiale e più di cinque milioni di persone hanno studiato i suoi metodi.

"Sua Santità il Maharishi Mahesh Yogi... è morto in pace", recita una dichiarazione del suo movimento Global Country of World Peace.

"Il lavoro del Maharishi è completo. Ha fatto quello che si era prefisso di fare nel 1957, gettare le fondamenta per un mondo di pace. Ora sarà accolto a braccia aperte in paradiso".

Nel 1990 il Maharishi si era spostato nel piccolo villaggio dell'Olanda meridionale Vlodrop.

Periodicamente appariva per chiedere fondi per promuovere la pace nel mondo, costruendo un imponente business dal valore stimato di diversi miliardi di dollari, che andava da beni immobiliari a una società di medicine ayurvediche e cosmetici.

Nel 2002 aveva detto che avrebbe potuto combattere il terrorismo e la guerra se fosse riuscito a raccogliere 1 miliardo di dollari per preparare 40.000 esperti di meditazione.

Il mese scorso il Maharishi si era dimesso da capo della sua organizzazione annunciando che si "ritirava nel silenzio".

 
<p>Un manifesto della compilation di brani dei Beatles "Love". REUTERS/Toby Melville</p>