Brasile, nuova biografia di Coelho rivela suo passato sregolato

giovedì 5 giugno 2008 18:20
 

SAN PAOLO (Reuters) - Nel corso della sua vita, Paulo Coelho è stato in manicomio, ha scritto diverse canzoni popolari ed è diventato uno degli autori più letti al mondo grazie a romanzi come "L'alchimista".

A rivelare lo sregolato - e a tratti oscuro - passato dello scrittore brasiliano è "O Mago" ("Il Mago"), una nuova biografia scritta da Fernando Morais.

"Contiene di tutto. Violenza, sesso, religione, rock and roll, satanismo. E finisce con la redenzione, perchè il suo sogno di diventare uno scrittore famoso si è realizzato", ha detto Morais durante una conferenza stampa a San Paolo.

Il libro contiene episodi "scioccanti" che Morais dice di aver scoperto spulciando 200 diari e 100 nastri che Coelho ha tenuto nascosti in una cassa per anni.

Il libro di più di 600 pagine ha venduto oltre 10.000 copie in Brasile il giorno dell'uscita, e l'editore Planeta ha in progetto di lanciarlo in altri 40 paesi.

"Paulo ha fatto tante di quelle esperienze pazze che quasi non ci si crede", ha detto Morais. "Mi sono sentito come Indiana Jones quando ho aperto la cassa".

Lo scrittore 60enne voleva che la cassa contenente i diari fosse bruciata alla sua morte, e che i suoi segreti lo seguissero nella tomba. Ma l'autore ha promesso a Morais le chiavi se avesse scoperto il nome dell'uomo che lo torturò durante la dittatura brasiliana 1964-1985.

Morais ci è riuscito, e così Coelho ha diviso i suoi segreti con lui e il mondo.

Il libro è ricchissimo di dettagli: si va dal patto che Coelho ha fatto col diavolo per diventare un grande autore - più tardi rotto - alla sua vita sessuale, comprese tre storie omosessuali e la volta in cui ebbe un rapporto sessuale con la fidanzata adolescente davanti al fratello paraplegico di lei.

Secondo Morais, la vita di Coelho potrebbe diventare "un grande film": sono già quattro i registi brasiliani che gli hanno già fatto un'offerta per girarlo.

 
<p>Un ritratto dello scrittore brasiliano Paulo Coelho. REUTERS/Eloy Alonso</p>