Nuova querela per i creatori di "Borat" da membro del cast

mercoledì 5 dicembre 2007 15:34
 

NEW YORK (Reuters) - I produttori del film "Borat" sono stati nuovamente citati in giudizio ieri, questa volta dall'attore che nel film ha interpretato l'istruttore di guida che rimproverava il finto reporter kazako per gli insulti lanciati agli altri guidatori.

Michael Psenicska è stato ingannevolmente indotto a partecipare al film, dopo che gli era stato descritto come un "documentario sull'integrazione degli stranieri in America", ha detto nella causa presentata a una corte federale di Manhattan.

La causa coinvolge il comico Sacha Baron Cohen, che interpreta Borat, la One America Productions e la 20th Century Fox, divisione della News Corp.

Psenicska ha raccontato di essere stato pagato 500 dollari per dare a Borat una lezione di guida. Ha descritto l'esperienza come "surreale", dicendo che Cohen aveva vagato per strade residenziali, bevuto alcolici e strillato a una donna a cui avrebbe pagato 10 dollari per "fare sesso".

La causa chiede 400.000 dollari per danni effettivi più ulteriori danni punitivi per aver ingannato Psenicska e per il danno emotivo che continua a subire, perché se avesse saputo qual era la vera natura del film non vi avrebbe mai preso parte.

La commedia ha incassato 270 milioni di dollari al botteghino e altri 60 dalle vendite in dvd.

Per la Fox la causa non ha valore, perché Psenicska era un partecipante consenziente che è stato pagato per partecipare al cast.

"Il fatto è che Michael Psenicska ha dato il consenso ai produttori", ha detto lo studio in una dichiarazione. "Ha firmato una liberatoria e abbiamo stipulato un accordo. Ora, due anni e mezzo dopo aver dato il consenso e a più di un anno dal lancio del film, il signor Psenicska ha deciso di intentare una causa a dispetto dell'accordo".

"Borat" è stato già querelato almeno quattro volte: da un uomo che nel film scappava da Borat, da due studenti di un college che erano stati ripresi mentre bevevano alcol e facevano affermazioni razziste secondo i quali la scena era lesiva della loro reputazione e da due romeni secondo cui il film dipingeva il loro popolo come un insieme di ladri e prostitute.

 
<p>Sacha Baron Cohen alla prima di "Borat" a Toronto. REUTERS/Mario Anzuoni/Files (CANADA)</p>