Afghanistan, pace ostacolata da mancata consegna aiuti promessi

martedì 25 marzo 2008 08:38
 

KABUL (Reuters) - La pace in Afghanistan è ostacolata dalla mancata consegna da parte delle nazioni occidentali degli aiuti promessi, e il 40% dei fondi che arrivano al paese ritornano all'Occidente sotto forma di profitti e retribuzioni.

A tracciare il quadro sono state oggi alcune organizzazioni umanitarie.

L'Afghanistan conta sugli aiuti internazionali per il 90% delle sue spese mentre cerca di ricostruire le istituzioni nazionali minate da 30 anni di guerra e nel contempo combattere la ripresa della ribellione talebana che l'anno scorso ha ucciso 6.000 persone.

La spesa degli stati stranieri in aiuti e sviluppo è di gran lunga inferiore della cifra spesa per le operazioni militari in Afghanistan.

Ad esempio l'esercito Usa da solo al momento spende circa 100 milioni di dollari al giorno per combattere gli insorti talebani, ma la spesa complessiva di tutti i paesi donatori dal 2001 è stata di soli 7 milioni di dollari al giorno.

"Dato il legame tra sviluppo e sicurezza, l'efficacia degli aiuti ha anche un grande impatto sulla pace e sulla stabilità", ha detto l'Agency Coordinating Body for Afghan Relief.

"Nonostante ciò, gli aiuti sono stati insufficienti e in molti casi sprecati e inutili", ha detto l'Acbar, agenzia che raccoglie le Ong operanti nel paese.

Gli abitanti dell"Afghanistan hanno ricevuto solo 57 dollari a testa in aiuti nei due anni trascorsi dall'intervento internazionale, a confronto dei 679 dollari dei bosniaci e dei 233 degli abitanti di Timor Est, secondo il rapporto.

La comunità internazionale ha promesso di spendere circa 25 miliardi di dollari per la ricostruzione e lo sviluppo in Afghanistan, ma - secondo il rapporto - "solo 15 miliardi di dollari in aiuti sono stati spesi finora, dei quali si è stimato che il 40% è tornato nelle casse dei paesi donatori sotto forma di profitti aziendali e retribuzioni".

Due terzi degli aiuti internazionali inoltre bypassano il governo afghano, minando così la ricostruzione delle istituzioni dello stato, e secondo il rapporto i paesi donatori non si coordinano né tra loro né col governo su come impiegare gli aiuti.

 
<p>Bambine afghane in una scuola nel villaggio di Deh Hassan, nel nord dell'Afghanistan. REUTERS/David Brunnstrom (AFGHANISTAN)</p>