Romeni che emigrano per lavoro lasciano spesso figli in patria

lunedì 24 dicembre 2007 15:52
 

BALACIU, Romania (Reuters) - Genitori disperati fuggono la povertà della campagna rumena in cerca di lavoro in qualche altro paese dell'Unione Europea, lasciando i loro figli in patria accuditi da altre persone.

Da quando la Romania è entrata nell'Ue all'inizio del 2007, migliaia di bambini sono stati lasciati con i nonni, i vicini o le autorità locali mentre i loro genitori cercano lavoro, spesso illegalmente, nei cantieri italiani o nei frutteti spagnoli.

"Il fenomeno è in aumento da quando la Romania è entrata nella Ue, aprendo le porte alla libera circolazione entro i confini dell'Europa occidentale", spiega Mariela Neagu, che gestisce l'agenzia nazionale per la protezione del bambino. "I genitori lo vedono come un sacrificio per i loro bambini, per dar loro un futuro migliore".

In alcune scuole, più di metà degli studenti vive senza uno o entrambi i genitori. Molti villaggi nel nord e nell'est sono abitati solo dai bambini e dai loro nonni.

I dati ufficiali dicono che 80.000 bambini su 4 milioni hanno uno o entrambi i genitori all'estero, ma per i volontari e per chi lavora nel sociale il numero reale è di gran lunga maggiore.

Bogdan Lacatus, ad esempio, aveva sette anni quando suo padre è andato in Spagna a cercare lavoro e 11 quando sua madre ha fatto altrettanto. Ora vive in una struttura statale per la cura dei bambini aspettando il ritorno dei suoi genitori o che gli assistenti gli trovino una famiglia adottiva, fiducioso del loro ritorno nonostante nessuno sappia dove siano.

Da un certo punto di vista, Bogdan è fortunato, perchè probabilmente eviterà i grandi e sporchi orfanotrofi rumeni che hanno catturato l'attenzione mondiale nei primi anni 90.

La cura dei bambini dovrebbe essere migliore ora che la dittatura non c'è più, ma per i critici la burocrazia, la corruzione e l'inettitudine bloccano le riforme, mentre molto bambini non hanno protezione statale.

E' facile trovare i bimbi agli incroci trafficati di Bucarest a chiedere l'elemosina, o nei corridoi della metropolitana a sniffare colla.   Continua...