25 giugno 2008 / 07:39 / 9 anni fa

Mare, un'infrazione ogni 2 km di costa. Cemento il grande nemico

<p>Mare, un'infrazione ogni 2 km di costa. Cemento il grande nemico. REUTERS PICTURE</p>

MILANO (Reuters) - Un'infrazione ogni due chilometri di costa e mari minacciati da cemento e inquinamento.

E' questo il bilancio tracciato da Legambiente nel dossier Mare Monstrum 2008, nel quale si evidenzia che tra costruzioni illegali, inquinamento, maladepurazione, pesca di frodo e infrazioni al codice della navigazione l'anno scorso sono stati registrati 14.315 illeciti, quasi due per chilometro lungo i 7.400 di costa del Belpaese.

Ma se nel 2007 le infrazioni sono diminuite - nel 2006 erano 19.063 - il numero dei "colpevoli" (+276,8%) è triplicato, e sono saliti lievemente anche i sequestri (+2,9%).

A guidare la classifica regionale è la Campania, con 2.355 infrazioni accertate dalle forze dell'ordine e dalle Capitanerie di Porto, seguita dalla Puglia con 2.184 e dalla Sicilia con 2.039 casi.

Il primo nemico delle coste secondo Legambiente è il cemento, il secondo l'inquinamento.

Mare Monstrum segnala nel 2007 un aumento degli illeciti sul fronte scarichi e depurazione, cresciuti rispetto all'anno precedente di oltre il 42% con 1.916 infrazioni accertate, 1.966 persone denunciate o arrestate e 737 sequestri effettuati.

Nella classifica al negativo al primo posto c'è la Calabria con 341 infrazioni accertate, 385 persone denunciate o arrestate e 140 sequestri effettuati, in salita rispetto al secondo posto dello scorso anno. Anche la Puglia aumenta i reati legati all'inquinamento sversato in mare e ottiene il secondo posto con 241 infrazioni accertate (erano 218 lo scorso anno).

IL BUSINESS DEL MATTONE, TRA ECOMOSTRI E ABUSIVISMO

Nel 2007 intorno al ciclo del "mattone selvaggi"o si sono registrate quasi 4.000 infrazioni e sono scattati 1.399 sequestri e 5.066 denunce, secondo i dati diffusi da Legambiente.

"Sostanzialmente quello che emerge dal dossier è che in riva al mare il business del mattone non teme confronti, e ormai non riguarda più solo case di villeggiatura ma grandi speculazioni immobiliari che vanno dalle megastrutture alberghiere, ai parcheggi fino ai nuovi porti e che non risparmiano neanche le aree protette", spiega Sebastiano Venneri, vicepresidente e responsabile mare di Legambiente.

Il fenomeno del cemento sulla costa non risparmia neanche il mare protetto: un caso su tutti l'abusivismo edilizio lungo i 38 km della Riserva Marina di Capo Rizzuto, spiega Legambiente.

Ma non c'è solo l'abusivismo diffuso: Mare Mostrum denuncia decine e decine di ecomostri, talvolta illegali, talvolta "legalizzati" che campeggiano su spiagge e promontori lungo tutta la Penisola. Legambiente ha stilato la top five: l'hotel di Alimuri a Vico Equense, nel Napoletano, le palazzine di Lido Rossello a Realmente, in provincia di Agrigento, Palafitta e Trenino a Falerna, vicino a Catanzaro, il villaggio abusivo di Torre Mileto, nel foggiano, e lo scheletrone di Palmaria a Porto Venere, in provincia di La Spezia.

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