California, ora sono i paparazzi a sentirsi perseguitati

venerdì 4 luglio 2008 13:42
 

LOS ANGELES (Reuters) - Per anni i paparazzi di Hollywood sono stati alle calcagna delle celebrità, ma ora, con l'intervento di politici locali, un avvocato del caso Monica Lewinsky e persino dei surfers di Malibu, sono loro che si sentono braccati.

A Los Angeles e sulle vicine spiagge di Malibu, gli amministratori locali vorrebbero imporre restrizioni ai paparazzi in nome della pubblica sicurezza. Ma i fotoreporter del pettegolezzo, insieme ai loro esperti legali, si appellano al diritto di libertà di espressione sancito dalla Costituzione americana.

"I paparazzi sono protetti dal primo emendamento come te o me, o qualsiasi Joe Shmo che incontri per strada", ha detto Lucy Dalglish, direttore esecutivo del Comitato dei giornalisti per la libertà di stampa, che ha sede in Virginia.

"Non penso che dalle leggi del primo emendamento si possa escludere un paparazzo", ha aggiunto. Eppure, molti ci provano.

Tante celebrità di Hollywood, da Mel Gibson a Britney Spears, hanno casa a Malibu, quartiere "posh" diventato una potente calamita per i fotografi in cerca di star.

Alla fine di giugno, un gruppo di paparazzi riunitisi sulla spiaggia per immortalare l'attore Matthew McConaughey che cavalcava le onde, è stato cacciato dai surfer. "Nessuno vi vuole qui", sono state le parole di uno di loro.

I funzionari di Malibu stanno prendendo in considerazione alcune nuove norme, tra cui l'introduzione di zone cuscinetto attorno a certe aree, il rilascio di licenze per i fotografi e la tassazione dei guadagni sulle foto.

Consulente legale degli amministratori è Kenneth Starr, l'avvocato che scoprendo la relazione tra Monica Lewinsky e il presidente degli Stati Uniti Bill Clinton, determinò il caso di impeachment.

 
<p>Una folla di paparazzi fuori dalla casa di Paris Hilton a Los Angeles. REUTERS/Gus Ruelas (UNITED STATES)</p>