23 maggio 2008 / 16:02 / 9 anni fa

Cinema,i panni sporchi italiani si lavano a Cannes con "Il Divo"

<p>Da sinistra, Massimo Popolizio, Toni Servillo, Piera Degli Esposti, Paolo Sorrentino e Anna Bonaiuto al Festival del Cinema di Cannes.Jean-Paul Pelissier (FRANCE)</p>

CANNES, Francia (Reuters) - Il grande vecchio della politica italiana, Giulio Andreotti, è una figura fredda, solitaria ma spesso comica al centro di un sistema corrotto, nel nuovo film di Paolo Sorrentino.

"Il Divo", presentato al Festival del Cinema di Cannes in questi giorni, lo ritrae alla fine della sua lunga carriera politica, mentre cominciano a prendere corpo le accuse secondo cui l'intricato sistema di clientele che ha costruito negli anni sia in ultima battuta collegato alla mafia.

Dopo "Gomorra" di Matteo Garrone, quello di Sorrentino è il secondo film che porta a Cannes una storia legata al crimine organizzato italiano.

Ma al posto del cupo realismo del film tratto dal libro di Roberto Saviano, per sottolineare la grottesca perversione di un sistema in cui - come spiega Andreotti - "è necessario fare del male per realizzare il bene", Sorrentino usa humour e simbolismo.

"L'Italia è diversa da ogni altro paese per via del lato oscuro del potere", ha detto Sorrentino durante la conferenza stampa dopo la proiezione de "Il Divo".

"Il potere non è trasparente come negli altri paesi, e questa è una peculiarità tutta italiana", ha aggiunto il regista.

Presidente del Consiglio, ministro degli Esteri, ministro dell'Interno, senatore a vita o "eminenza grigia", mentre i governi si sono susseguiti rapidamente negli ann,i Andreotti dal 1947 in poi è una figura onnipresente nella politica italiana, passato anche attraverso un processo per associazione mafiosa dal quale è uscito in parte assolto e in parte prescritto dalle accuse.

Andreotti ha reagito in modo freddo al film.

"Ne avrei fatto volentieri a meno", ha detto il senatore a vita, dopo averlo visto in anteprima. "Il film mette in evidenza un certo numero di difetti che ho, ma anche alcuni che non ho".

UN PERSONAGGIO MACHIAVELLICO

Toni Servillo, che è anche nel cast di "Gomorra", interpreta Andreotti come una personaggio machiavellico, con molto sense of humor e una visione pessimistica della natura umana, spesso in preghiera.

"E' una personalità veramente enigmatica. E' impossibile da decifrare... E' come se mandasse sempre messaggi in codice", ha detto Servillo.

Nel film si mescolano scene comiche e scene dall'intricato mondo della politica italiana, ed emerge il collegamento tra la Democrazia Cristiana e la mafia. Si vede, ad esempio, Andreotti che riceve il famigerato bacio - presunto, mai provato - da Totò Riina.

Andreotti appare distaccato mentre si scrolla di dosso l'accusa di avere legami con la mafia, sostenendo di essere stato accusato di tutto quello che in Italia è andato storto, dalle guerre Puniche in poi.

Ma il film lo dipinge anche come un personaggio sempre più solo, mentre gli ex alleati lo abbandonano, la luce nel suo appartamento si spegne e lui passa la maggior parte del suo tempo nell'ombra mentre le difficoltà si addensano.

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