Nanga Parbat, slitta a domani il recupero dei due alpinisti

mercoledì 23 luglio 2008 14:37
 

MILANO (Reuters) - E' stato rimandato a domani il recupero di Walter Nones e Simon Kehrer, i due alpinisti bloccati sul Nanga Parbat da nove giorni dopo la caduta in un crepaccio del loro compagno di scalata Karl Unterkircher.

I due oggi avrebbero dovuto scendere a quota 6.000 metri per essere recuperati in elicottero, ma - spiega il sito Montagna.tv - la bufera ha loro impedito di muoversi: la visibilità, in quota, era pari a zero a causa della nebbia, e così sono rimasti nella tenda che hanno piantato ieri a 600 metri più su sulla via Buhl, a monte del Rakhiot Peak.

"E' tutto rimandato a domattina", spiega Agostino Da Polenza, che coordina l'operazione di soccorso da Bergamo. "All'alba gli elicotteri saliranno al campo base e resteranno in stand-by in attesa del momento buono per volare lassù a recuperarli", ha aggiunto.

"Ci basterebbero due ore per vedere dov'è la cresta bassa. O anche solo 10 minuti di schiarita per riuscire a fare una foto al ghiacciaio e decidere la linea di discesa", ha detto Nones poco fa a Da Polenza. "Il problema è che oggi non abbiamo avuto nemmeno quelli. Comunque stiamo bene, non fa troppo freddo", ha aggiunto l'alpinista.

Al campo base, nel frattempo, il tempo migliora e le previsioni atmosferiche, buone per domani, lasciano sperare in una soluzione della vicenda tra ventiquattr'ore, secondo quanto riporta sul sito.

"Secondo i piloti si potrebbe tentare di recuperarli anche a 6.600 metri, se ci fosse visibilità e non troppo vento, con una corda agganciata sotto l'elicottero. Noi l'abbiamo già predisposta, in modo che domani mattina sia tutto pronto", ha detto al telefono Maurizio Gallo, esperto conoscitore della zona che insieme a Silvio Mondinelli si occupa delle operazioni di soccorso sul posto. "Se riescono a scendere sotto i 6.000 metri, invece, l'elicottero potrebbe farli salire atterrando", ha aggiunto.

Il Nanga Parbat - in Urdu Montagna Nuda - si trova in Karakorum, in Pakistan, e con i suoi 8.126 metri è la nona cima più alta del mondo.

Sita nella parte occidentale della catena himalayana, la vetta è stata conquistata per la prima volta dall'austriaco Hermann Buhl nel 1953. Trentuno persone sono morte tentando di scalarla, e si è perciò guadagnata l'appellativo di montagna killer.

 
<p>La vetta innevata del Nanga Parbat sullo sfondo. REUTERS/Faisal Mahmood</p>