Morto ultimo veterano francese Grande Guerra, immigrato italiano

mercoledì 12 marzo 2008 18:02
 

PARIGI (Reuters) - L'ultimo veterano francese della Grande Guerra, un immigrato italiano che ha combattuto nelle trincee con la Legione Straniera, si è spento all'età di 110 anni. Lo ha riferito oggi l'ufficio presidenziale.

Lazare Ponticelli, entrato nell'esercito del suo paese adottivo quando aveva 16 anni dopo lo scoppio della guerra contro la Germania nel 1914, nello scorso novembre aveva partecipato ad una commemorazione.

Con la morte del coetaneo Louis de Cazenave avvenuta a gennaio, Ponticelli era rimasto l'ultimo dei "poilus" (letteralmente "i villosi"), il soprannome dato -- durante una delle più sanguinose guerre della storia -- ai soldati francesi che non si facevano la barba.

Ponticelli, che ha definito la guerra "idiota", aveva inizialmente rifiutato l'offerta di funerali di stato dell'ex presidente Jacques Chirac, spiegando che sarebbe stata un insulto a tutti gli uomini morti senza commemorazione.

Aveva ceduto dopo la morte di Cazenave, dicendo che accettava "come omaggio ai commilitoni".

Il presidente Nicolas Sarkozy ha reso omaggio a Ponticelli e ha annunciato che nei prossimi giorni si terrà una commemorazione nazionale per tutti i francesi che hanno partecipato alla guerra.

Ponticelli era nato in una povera famiglia italiana il 7 dicembre 1897 a Bettola, vicino Piacenza, e si era trasferito in Francia quando aveva 9 anni. Aveva lavorato come spazzacamino e venditore di giornali prima di entrare nella Legione Straniera allo scoppio della guerra.

Aveva combattuto a Soissons in Piccardia, regione delle Argonne nel nordest della Francia, e a Douaumont, vicino Verdun, salvando in un'occasione un tedesco e un francese feriti.

Con l'entrata in guerra dell'Italia nel 1915 Ponticelli venne richiamato nell'esercito italiano e combattè contro gli austriaci in Tirolo, dove venne ferito alla viso.

 
<p>Lazare Ponticelli durante la cerimonia dell'Armistizio a Kremlin-Bicetre, vicino Parigi, lo scorso novembre. REUTERS/Charles Platiau/Files (FRANCE)</p>