Bhutto scrisse di conoscere numeri cellulare dei suoi assassini

martedì 12 febbraio 2008 12:25
 

NEW YORK (Reuters) - La leader dell'opposizione pakistana Benazir Bhutto è tornata in patria conoscendo i nomi e i numeri di cellulare dei suoi possibili assassini.

Lo ha scritto lei stessa nel libro che ha terminato pochi giorni prima del suo assassinio a dicembre.

In "Riconciliazione: Islam, democrazia e Occidente" -- che sarà lanciato in tutto il mondo oggi -- si legge che alcuni funzionari pakistani le avevano rivelato che il leader dei talebani Baitullah Mehsud, il figlio di Osama bin Laden Hamza e due gruppi di militanti avevano inviato quattro squadre di attentatori suicidi per ucciderla.

"Ho davvero ricevuto da un comprensivo governo straniero musulmano i nomi e i cellulari degli assassini designati", ha scritto Benazir Bhutto, che ha accusato il presidente del Pakistan Pervez Musharraf di non fare abbastanza per proteggerla e indagare sulle minacce.

La donna ha scritto di aver spedito una lettera a Musharraf prima di tornare in patria ad ottobre, nella quale identificava persone dei servizi segreti pakistani che secondo lei si sarebbero resi responsabili del suo assassinio.

"Gli ho detto che se fossi stata assassinata dai militanti, sarebbe stato a causa dei simpatizzanti che questi hanno nel suo regime, che sospetto volesse eliminarmi per rimuovere la minaccia che rappresentavo per la loro conservazione del potere", ha scritto Benazir nel libro di 318 pagine pubblicato da HarperCollins.

"Quando sono tornata, non sapevo se avrei vissuto o sarei morta", ha scritto. "Ho detto addio ai miei bambini, a mio marito, a mia madre, ai miei collaboratori e alla mia famiglia non sapendo se avrei rivisto le loro facce", si legge ancora nel libro.

"Questo libro parla di tutto quello che chi l'ha uccisa non può comprendere: democrazia, tolleranza, razionalità, speranza e, soprattutto, il vero messaggio dell'Islam", hanno scritto i familiari -- il marito Asif Ali Zardari e i tre figli -- nella postafazione. "O forse sono concetti che hanno compreso, e li hanno temuti, e perciò hanno avuto paura di lei. (Benazir) era il peggio incubo dei fondamentalisti".

 
<p>Benazir Bhutto in una foto d'archivio. REUTERS/Faisal Mahmood(PAKISTAN)</p>