Sfratto per chiosco Scialapopolo, simbolo della "Capri che fu"

giovedì 11 settembre 2008 15:28
 

NAPOLI (Reuters) - Chiuderà i battenti il prossimo 4 ottobre il chiosco di Scialapopolo, uno dei simboli della Capri del dopoguerra aperto da più di sessant'anni nel cuore dell'isola e tuttora frequentatissimo da turisti e vip.

I gestori -- spiega un comitato nato apposta per salvarlo -- devono riconsegnare le chiavi al legittimo proprietario, perché il contratto di affitto è scaduto e non ci sono i presupposti per il rinnovo.

"Il prossimo 4 ottobre... si abbasserà per sempre il sipario", informa una nota dei promotori del comitato di cittadini, turisti e vacanzieri.

L'idea di aprirlo, in un ex magazzino per la legna, venne nei primi anni del dopoguerra a Costanzo Spataro, che prima girava con un piccolo carrettino per le stradine di Capri, vendendo gelati e granite ai turisti che passeggiavano per l'isola, come spiega il sito della struttura. Il bar "Scialapopolo" -- dal soprannome che fu dato a Costanzo, e che significa "scialare il popolo", cioè mangiare bere a sazietà in allegria e divertimento -- nacque così nel 1952.

"Chissà cosa avrebbe pensato -- continuano i promotori -- Vittorio Gassman, che al Bar Scialapopolo si fermò per un succo di cocomero".

Dopo di lui, sono stati moltissimi i personaggi famosi che vi hanno fatto tappa: Mariah Carey, Fabio Cannavaro, Gigi Proietti, Simona Ventura, Mike Tyson, Silvio Berlusconi, Emilio Fede, Beppe Grillo, Maria Grazia Cucinotta, Dolce&Gabbana, solo per dirne alcuni.

"E' come se simbolicamente la vecchia Capri, quella che ha diffuso il mito dell'isola nel mondo, con la sua tipicità e la sua originalità, facesse spazio ad una nuova, quelle delle grandi firme, delle vetrine tutte uguali, del turismo mordi e fuggi. Il cosiddetto trend della globalizzazione si sta ramificando anche a Capri, snaturando la natura dell'isola", continua la nota.

Ma i sostenitori non si danno per vinti, e hanno organizzato una manifestazione fuori dal chioschetto per chiedere alle autorità cittadine di intervenire per tutelare "l'ultimo baluardo della Capri che fu", come lo definisce il comitato.

Già l'estate scorsa i sostenitori avevano chiesto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di intervenire con una lettera sottoscritta da quasi diecimila persone.

 
<p>Alberto Sordi al Bar Scialapopolo. Foto da www.scialapopolo.com/it/people.html</p>