In Italia sempre meno casalinghe: è un lusso e non "realizza"

mercoledì 11 giugno 2008 16:18
 

MILANO (Reuters) - Sono sempre di meno le casalinghe in Italia, sia per motivi economici sia perchè si tratta di una attività che secondo le donne non permette la realizzazione personale.

A fotografare la situazione un sondaggio realizzato dall'Eurispes in collaborazione con DonnEuropeeFedercasalinghe attraverso 1.035 interviste.

Le casalinghe a tempo pieno sono solo il 16,6%, mentre è aumentato il numero delle donne che si occupano della cura della casa e allo stesso tempo hanno un'occupazione lavorativa: si tratta del 35,5% del campione, e sono soprattutto donne tra i 35 e i 54 anni, che vivono al nord oppure nelle isole.

A cosa è dovuto questo calo? Secondo Eurispes, innanzitutto, ben il 72,4% delle donne intervistate ha dichiarato che fare la casalinga non rende la donna realizzata; solo il 24,4% è di quest'opinione.

Solo una minoranza - il 24,7% - ritiene che fare la casalinga renda la donna libera e autonoma, mentre il 70,7% crede il contrario. Le casalinghe più soddisfatte del loro ruolo sono le più mature, dai 65 anni in su (22,5%), le meno soddisfatte le giovani dai 25 ai 34 anni (8,7%).

Ma il problema non è solo questo: non sono poche le donne che sottolineano come fare la casalinga, e quindi potersi dedicare alla famiglia ed alla casa senza la necessità imprescindibile di garantirsi uno stipendio lavorando, costituisca una fortuna ormai non comune: si tratta del 41,6%.

Il dato non sorprende, visto che per il 51,3% delle intervistate l'economia della propria famiglia nel corso del 2007 e nei primi mesi del 2008 ha subito un lieve (36,3%) o un netto peggioramento (nel 15% dei casi), e che il 65,3% ha dovuto fare a meno di avvalersi dell'aiuto della collaboratrice domestica.

Il settore che apre le porte in misura maggiore alle casalinghe è quello impiegatizio (38,6%). Numerose anche le operaie (11,6%) e il gruppo delle libere professioniste (11,2%). Una casalinga su dieci è attiva nel settore dell'insegnamento (10,4%), mentre il 2,9% svolge lavoro di baby-sitting. La difficoltà nel raggiungere livelli dirigenziali in campo lavorativo si riscontra nella bassissima percentuale di donne che hanno un ruolo di dirigente o quadro: solamente il 4,8%.

Tra le donne casalinghe a tempo pieno, la maggior parte - il 21,8% - non accetta un lavoro fuori dalle mura domestiche perché desidera occuparsi totalmente della propria famiglia. Il 15,7% invece, nonostante la volontà di intraprendere un'attività lavorativa fuori casa, afferma di non avere trovato un'occupazione. Il 7,6% sostiene infatti di aver deciso di non lavorare fuori casa per non rinunciare a fare la mamma a tempo pieno. Solo una donna su 10 (il 10,7%) non lavora fuori casa poiché il reddito familiare le consente di non lavorare.