Investire in difesa idrogeologica,chiedono associazioni agricole

lunedì 10 dicembre 2007 15:50
 

di Svetlana Kovalyova

MILANO (Reuters) - L'Italia deve investire miliardi di euro per migliorare la gestione dell'acqua orientandola alla prevenzione dei disastri causati dai cambiamenti climatici, invece di intervenire soltanto dopo il verificarsi di inondazioni e frane. Lo hanno dichiarato oggi alcune associazioni agricole.

Nel nostro paese, dove circa il 70% dei paesi è a rischio inondazioni e frane, sono stati investiti 1,4 miliardi di euro per prevenire l'erosione dei terreni tra il 1998 e il 2005, secondo quanto riferito da Massimo Gargano, presidente dell'Associazione nazionale bonifiche e irrigazioni. Sono stati spesi inoltre 1,5 miliardi di euro per riparare i danni causati da inondazioni e frane tra il 1999 e il 2005, ha aggiunto durante una conferenza stampa citando dati del governo.

"Abbiamo una cultura dell'emergenza ... Abbiamo bisogno di un patto civile, un accordo economico per trasformare la cultura dell'emergenza in cultura della prevenzione", ha dichiarato Gargano, affiancato dai rappresentanti dell'agricoltura e associazioni per la gestione dell'acqua.

L'Italia è stata colpita da 5.400 inondazioni e 11.000 frane negli ultimi 80 anni, secondo i dati dall'Apat (Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e per i Servizi Tecnici) diffusi da Gargano, numeri destinati ad aumentare mentre il riscaldamento globale e la rapida urbanizzazione mettono sotto pressione il sistema di gestione dell'acqua, basato su una rete di serbatoi e canali, molti vecchi di secoli.

Nel 2003 il ministero dell'Ambiente aveva stimato gli interventi necessari a garantire la protezione dei terreni da inondazioni, siccità e frane a 39,1 miliardi di euro, ma finora sono stati investiti solo 3 miliardi.

"Parliamo di acqua solo quando c'è emergenza: inondazioni o siccità. Ma è un problema quotidiano", ha commentato Nino Andena, Presidente regionale Lombardia della Coldiretti.

 
<p>In un'immagine d'archivio il fiume Asopos in Grecia. REUTERS/Yiorgos Karahalis</p>