eBay condannata a pagare 39 milioni a Lvmh per vendita falsi

lunedì 30 giugno 2008 14:36
 

PARIGI (Reuters) - Un tribunale francese ha condannato eBay a pagare 38,6 milioni di euro a Lvmh - gruppo specializzato in beni di lusso che detiene tra gli altri anche i marchi Louis Vuitton, Fendi e Givenchy - per aver permesso la vendita di merci contraffatte sul suo sito d'aste online.

La decisione di oggi giunge un mese dopo un'altra condanna simile - eBay è stata condannata a pagare 20.000 euro a Hermes per lo stesso motivo - ed è solo l'ultima puntata di una guerra che dura da mesi e che vede i produttori di beni di lusso contro il famosissimo sito d'aste.

"Abbiamo deciso di ricorrere in appello", recita una nota di eBay.

"Se le merci contraffatte vengono messe all'asta sul nostro sito, le togliamo appena possibile".

Secondo il sito d'aste, Lvmh ha un obiettivo segreto: "La decisione di oggi non riguarda la lotta alla contraffazione. Riguarda il desiderio di Lvmh di difendere pratiche commerciali che escludono qualsiasi tipo di concorrenza", continua la nota.

Lvmh aveva chiesto un risarcimento danni di 50 milioni di euro, sostenendo che il ramo francese di eBay non avesse fatto abbastanza per prevenire la vendita di merci contraffatte.

La sentenza di oggi è intervenuta su diversi casi che riguardano marchi differenti, in particolare Lvmh, Dior Couture e i marchi di profumeria Dior, Guerlain, Givenchy e Kenzo.

La questione potenzialmente ha importanti implicazioni per il commercio online e in Francia - patria di alcuni dei maggiori produttori di beni di lusso del mondo - ha avuto particolare risonanza.

Secondo i produttori, eBay - che guadagna una commissione sulle merci vendute tramite le aste online - favorisce la contraffazione fornendo un mercato a chi mette in vendita consapevolmente merci false.

eBay replica spiegando di aver istituito alcune misure per combattere il fenomeno, come ad esempio programmi che analizzano le vendite sospette e "VeRO", un sistema che aiuta a bloccare le vendite di falsi.

 
<p>Il presidente e AD di eBay, John Donahoe REUTERS/Frank Polich</p>