Amnesty, stati fanno ostruzionismo alla giustizia internazionale

giovedì 27 maggio 2010 16:41
 

LONDRA (Reuters) - Alcuni governi stanno ostacolando i progressi nella difesa dei diritti umani rifiutando di aderire alla Corte criminale internazionale (Icc) o mettendo al riparo dalla giustizia i loro alleati, secondo quanto dichiarato oggi dall'associazione per i diritti umani Amnesty International.

Presentando il suo rapporto annuale, Amnesty ha detto che il 2009 è stato un anno cruciale per la giustizia internazionale, grazie all'ordine di arresto emanato dall'Icc contro il presidente del Sudan Omar Hassan al-Bashir per crimini di guerra e contro l'umanità messi in atto nella regione sudanese del Darfur.

Bashir, che oggi si insedierà dopo aver nuovamente vinto le recenti elezioni, è l'unico leader in carica al mondo con un mandato dell'Icc a carico.

"Ci sono stati progressi in materia di giustizia internazionale, ma i governi o si tengono al di sopra della legge, ad esempio non firmando l'adesione all'Icc, oppure coprendo i loro alleati politici quando questi hanno un conto a loro carico", ha dichiarato alla Reuters Claudio Cortone, segretario generale provvisorio di Amnesty.

Il gruppo ha additato il rifiuto dell'Unione Africana -eccetto Sud Africa e Botswana- di aderire all'Icc come l'esempio del fallimento dei governi che antepongono la politica alla giustizia.

Ma anche tra gli stati del G20, sette non hanno ancora aderito: gli Usa, la Cina, la Russia, l'India, l'Indonesia, l'Arabia Saudita e la Turchia. Cordone, che ha sollecitato le potenze internazionali a dimostrare la loro "leadership globale" aderendo alla corte, si è detto fiducioso sulla prossima adesione degli Usa, grazie alle incoraggianti aperture del presidente Barack Obama verso i gruppi per i diritti umani.

Cordone ha poi detto che l'Icc dovrebbe allargare i suoi casi oltre il continente africano, dove oltre al Sudan sta indagando sui crimini commessi nella Repubblica Democratica del Congo, in Uganda, nella Repubblica Centrafricana e in Kenya.

"E' vero che finora sono rimasti confinati in Africa, quindi ci aspettiamo che la corte indaghi anche su altre aree, come la Colombia o altre, per dimostrare di essere davvero imparziale", ha detto.

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<p>Il presidente sudanese Omar Hassan al-Bashir REUTERS/Mohamed Nureldin</p>