Golfo, tecnologia Bp necessaria agli Usa per fermare la falla

martedì 25 maggio 2010 17:22
 

VENICE, Stati Uniti (Reuters) - Il governo americano non può fare a meno della tecnologia subacquea della compagnia petrolifera Bp per cercare di tappare il pozzo che continua a riversare petrolio dal fondale del Golfo del Messico, ma ha coinvolto i propri esperti nell'impresa di fermare la falla all'origine della catastrofe.

Lo ha reso noto Carol Browner, consulente per Energia e clima del presidente Barack Obama, spiegando gli sforzi dell'amministrazione per contenere quella che rischia di essere la più grave perdita petrolifera della storia degli Stati Uniti.

Browner ha dichiarato alle televisioni americane che i migliori scienziati a disposizione del governo stanno lavorando con gli esperti della Bp nel prossimo tentativo in programma per domani.

Nell'operazione, denominata "top kill", si tenterà di tappare il pozzo a 1,6 km di profondità iniettando fluidi densi nel pozzo per ridurne la pressione, in modo di poter gettare cemento sulla falla e chiuderla.

"Vogliamo tutti che funzioni... vogliamo vederla chiusa", ha detto Browner alla CNN.

Obama deve fare i conti con la rabbia e la frustrazione diffusi tra la gente, per l'impotenza che finora le operazioni hanno dimostrato nei confronti della falla.

Interrogata sulla possibilità che il governo sollevi la Bp dalle operazioni, Browner ha detto che sono necessarie le risorse tecnologiche del gigante dell'energia per fronteggiare la perdita, come i robot sottomarini per lavorare alle grandi profondità.

"Ovviamente abbiamo bisogno della tecnologia di Bp, ma non ci abbandoniamo a loro... abbiamo le nostre menti là", ha detto.

La Bp, che ieri ha subito una perdita del 4% in borsa, ha in programma un piano alternativo da mettere in atto entro la fine del mese, se il "top kill" dovesse fallire domani, in cui progetta di aspirare il petrolio con una nuova cupola.

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<p>Un benzinaio Bp a Londra. REUTERS/Toby Melville (BRITAIN - Tags: BUSINESS ENVIRONMENT)</p>