Marea nera, per Bp 60-70% successo per operazione "top kill"

lunedì 24 maggio 2010 17:41
 

VENICE, Louisiana (Reuters) - Il tentativo che Bp ha in programma questa settimana per chiudere il suo pozzo esploso nel Golfo del Messico ha il 60-70% di probabilità di successo, secondo un dirigente della società, mentre gli sforzi per arginare la perdita di petrolio vacillano.

"Deve funzionare", ha detto Doug Suttles, responsabile delle operazioni per Bp, riferendosi all'operazione nominata "top kill", che prevede l'iniezione nel pozzo sottomarino di liquidi densi e poi di cemento per interrompere la fuoriuscita.

Il gigante energetico britannico, che da quando cinque settimane fa è iniziata la fuoriuscita ha perso circa il 25% del suo valore di mercato, quasi 50 miliardi di dollari, prevede di realizzare l'intervento mercoledì.

Bp sta subendo un'intensa e crescente pressione dal governo statunitense affinché risolva al più presto quella che il presidente Barack Obama ha definito un disastro ambientale senza precedenti per gli Stati Uniti, causato dalla chiazza di petrolio.

Con la marea nera che ha già ricoperto le paludi e gli anfratti dove vive la fauna in 110 km di costa della Lousiana, investendo uccelli e tartarughe, gli ingegneri della Bp sono in corsa contro il tempo per mettere a punto delle soluzioni tecniche in grado di contenere o sigillare la perdita il prima possibile.

Su una scala da uno a dieci, Suttles ha detto che le possibilità che l'operazione "top kill" vada a segno "non sono un 10, no di certo, ma più di cinque: un sei o un sette".

Componenti del gabinetto di Obama visiteranno oggi i luoghi del disastro sulla costa del Golfo. L'amministrazione ieri ha avvisato la Bp che la solleverà dalle operazioni per tappare la falla se i suoi sforzi non saranno sufficienti. Ma le autorità hanno riconosciuto che solo la compagnia e il settore petrolifero hanno il know-how necessario a fermare quella che minaccia di diventare la peggiore perdita di petrolio della storia degli Stati Uniti.

L'operazione "top kill" è vista come un momento di verità anche dagli investitori in borsa, che oggi hanno reagito alle nuove pressioni di Obama facendo segnare un ulteriore crollo del 3% delle azioni della compagnia.

La difficoltà di questo come dei precedenti interventi sta nella profondità del pozzo di Macondo (1,6 km), con i robot sottomarini costretti a lavorare al buio e sotto un'intensa pressione.

Se il tentativo dovesse fallire, Suttles ha ipotizzato il ricorso ad una nuova cupola da posizionare sopra la falla per aspirare il petrolio, o ad una sorta di matassa di detriti per cercare di chiudere la fuoriuscita.

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<p>Una chiazza di petrolio galleggia nel Golfo del Messico. REUTERS/Sean Gardner (UNITED STATES - Tags: DISASTER ENVIRONMENT)</p>