Moda e gusto "made in Italy" insieme contro la contraffazione

lunedì 24 maggio 2010 13:06
 

ROMA (Reuters) - Un festival calabrese per stilisti emergenti è un'occasione per il mondo della moda e quello dell'agricoltura -- i due settori più contraffatti in Italia -- per allearsi nel denunciare i pericoli della pirateria.

La Confederazione italiana agricoltori (Cia) ha ospitato oggi la presentazione del festival "Moda Movie - Taste for fashion" per stilisti emergenti, al via il 4 giugno a Cosenza, che quest'anno ha scelto come tema il "gusto" dei prodotti agricoli nostrani.

Le mostre, le sfilate, le proiezioni e i convegni in programma nei tre giorni di festival avranno come tema agricoltura e prodotti bio, "legando due eccellenze del Made in Italy, la moda e l'alimentazione", come spiega Rossana Zambelli, responsabile organizzativa della Cia.

I due settori, oltre ad essere le produzioni tradizionalmente per eccellenza dell'italianità, vantano anche il triste primato di essere le più piratate: al business complessivo di 220 miliardi di euro in Italia, bisogna accostarne un secondo da 80 miliardi di merce contraffatta. E' il caso delle griffe di moda, applicate su falsi a volte grossolani, ma anche dei marchi o dei prodotti agricoli nostrani, come il Prosciutto di Parma o il Grana Padano, "prodotti in Argentina, in Australia o, addirittura, in Cina", spiega la Cia.

L'Italia, secondo la Cia, è il primo produttore europeo e il terzo mondiale di beni contraffatti, con quasi il 10% degli italiani che ha acquistato merce piratata nell'ultimo anno, e un'economia sommersa che arriva a rappresentare il 25% del Pil.

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<p>Vigne di Valdobbiadene in foto d'archivio. REUTERS/Manuel Silvestri</p>