Marrazzo, trans: carabinieri chiesero 100.000 euro per video

lunedì 17 maggio 2010 20:08
 

ROMA (Reuters) - I carabinieri che girarono il video che ritrae un incontro tra l'ex governatore del Lazio Piero Marrazzo e una trans chiesero 100.000 euro per non diffonderlo alla stampa.

Lo ha detto oggi, dopo l'incidente probatorio, la trans Natalì, che il 3 luglio 2009 era in compagnia di Marrazzo nella casa romana di via Gradoli quando i carabinieri fecero irruzione e realizzarono il filmato.

"I carabinieri volevano centomila euro, altrimenti avrebbero chiamato la stampa per rovinare Marrazzo", ha affermato oggi la trans Natalì. "E' stata una trappola fatta dai carabinieri, le altre trans per invidia hanno detto che c'entravo anche io".

Il caso scoppiò quando ad ottobre quatto carabinieri furono arrestati con l'accusa di aver ricattato l'allora presidente della Regione Lazio, minacciando di diffondere il filmato. In seguito allo scandalo, Marrazzo si dimise.

Natalì ha raccontato oggi che "quella mattina ho aperto la porta, avevano bussato dicendo di essere carabinieri. In casa non c'era droga, non c'erano altri trans, non c'era Cafasso, c'eravamo solo io e Piero e hanno fatto il filmato".

Luca Petrucci, legale di Marrazzo, ha sottolineato che l'incidente probatorio ribadisce quanto già affermato dalla Corte di Cassazione: che Marrazzo fu vittima della situazione.

Mercoledì, in occasione della seconda udienza dell'incidente probatorio, verranno ascoltate altre transessuali.

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