Ogm, "centinaia" di richieste di coltivazione mais a ministero

lunedì 17 maggio 2010 18:11
 

ROMA (Reuters) - Il ministero delle Politiche Agricole ha reso noto oggi di aver ricevuto negli "ultimi mesi" "centinaia" di richieste per la coltivazione di mais geneticamente modificato e ha chiesto ad alcune regioni di verificare che nessun agricoltore abbia fatto semine Ogm.

Dopo che oggi un'agenzia stampa ha scritto di una circolare inviata dal ministero ad alcune regioni del nord Italia per controllare che nessuna azienda abbia seminato mais Monsanto 810, il Mipaaf ha confermato di aver inviato una lettera alle regioni Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Toscana, ma ha smentito che sia in corso una "caccia alle streghe".

La missiva, dice il ministero, "costituisce un atto dovuto, emanato a tutela degli interessi degli agricoltori, che avrebbero potuto subire le sanzioni previste per chi mette in coltura varietà geneticamente modificate senza la prevista autorizzazione" contenuta in un decreto legislativo del 2001.

"In questi ultimi mesi, infatti, sono state presentate al Ministero centinaia di richieste di coltivazione di Mais OGM, da parte di agricoltori localizzati nelle Regioni citate, da cui però non era possibile desumere le informazioni necessarie per esprimere qualsiasi tipo di giudizio nel merito, anche per quanto riguarda i tempi di semina", dice ancora la nota.

Il mese scorso, un gruppo di agricoltori friulani ha annunciato di aver seminato mais Ogm in un terreno pubblico in provincia di Pordenone, per protestare contro un decreto dell'ex ministro Luca Zaia -- che in sostanza nega preventivamente autorizzazioni a semine di mais Ogm -- che secondo i sostenitori del biotech disattende una decisione della Cassazione.

A gennaio, infatti, la Suprema Corte aveva accolto il ricorso di un gruppo di imprenditori agricoli -- Futuragra -- affermando in sostanza che il ministero delle Politiche Agricole doveva dare corso ai procedimenti di autorizzazione alla coltivazione di mais biotech già autorizzato a livello Ue (il Mon 810) senza attendere i piani regionali di coesistenza della colture.

Il mais in questione, prodotto dal gigante Monsanto, è stato bandito in diversi paesi europei in nome del principio di precauzione.

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<p>Manifestazione contro il mais geneticamente modificato, foto d'archivio. REUTERS/Mihai Barbu</p>