Domani Perugia-Assisi, per diritti umani che "non si sgomberano"

sabato 15 maggio 2010 18:12
 

ROMA (Reuters) - "I diritti umani non si sgomberano". Sarà questo lo slogan che domani scandirà la 18esima edizione della Marcia della pace Perugia-Assisi, che vedrà decine di migliaia di persone coprire a piedi il percorso di 24 chilometri fra i due centri umbri.

"Abbiamo bisogno di continuare a camminare e quindi la Marcia di domani non finisce ad Assisi ma continua", ha detto oggi Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace, presentando l'evento a Perugia da dove domattina prenderà il via alle 9.

"Abbiamo bisogno di una marcia quotidiana. Non di eventi ma di un lavoro giorno per giorno e abbiamo necessità di fare tutti un grande investimento educativo", dice Lotti, che definisce la Marcia - come si legge in una nota - "un laboratorio di riflessione politica che... costruisce un'agenda ... per suggerire alla politica, se non le soluzioni, il metodo per affrontare le crisi che attraversano l'Italia e il mondo".

Alla Marcia hanno aderito 1.130 adesioni, 635 città, 135 enti locali, 130 associazioni e reti nazionali, 518 associazioni locali, 125 scuole, 5.000 studenti. Ma ci saranno soprattutto le vittime della guerra e della violenza di mafia, e quelle della mancanza di lavoro e delle vecchie e nuove povertà.

Alla testa del corteo ci sarà quindi un caterpillar che lancerà l'appello "I diritti umani non si sgomberano", e ci saranno le vittime: parenti di chi è stato ucciso dalle mafie, uomini e donne dall'Afghanistan, giovani scappati alle maglie della polizia politica iraniana, africani e africane, iracheni.

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