Nuove quote CO2, per Legambiente dubbi su copertura decreto

lunedì 10 maggio 2010 18:54
 

ROMA (Reuters) - Legambiente ha detto oggi che il decreto del 30 aprile per l'assegnazione di quote di emissione di CO2 per impianti entrati in funzione dopo l'adozione del Pna 2008-2012 sarebbe stato bloccato dalla Ragioneria dello Stato perché mancherebbe di copertura finanziaria.

In una nota, l'associazione ambientalista ha parlato di "indiscrezioni secondo le quali il rinvio della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Legge approvato il 30 Aprile dipenda da perplessità rispetto alla copertura di spesa prevista dal provvedimento".

Secondo Legambiente, "i 250 milioni di euro che il Governo ha previsto di pagare per gli impianti entrati in funzione dal gennaio 2009, attraverso l'Autorità per l'energia elettrica e il gas, non avrebbero una copertura certa, poiché dipendono dalla vendita all'asta di quote di emissioni che dovrebbe avvenire nel 2013".

Lo scorso 8 maggio il quotidiano "Il Sole 24 Ore" aveva parlato di "perplessità della ragioneria dello stato, che non riterrebbe adeguatamente indicate le modalità di reperimento della nuova voce di spesa".

Il penultimo Consiglio dei ministri ha varato un decreto che contiene misure per l'assegnazione di quote di emissione di anidride carbonica ad operatori energetici ed industriali, per impianti entrati in funzione dopo l'adozione del Piano nazionale di assegnazione delle quote nel 2008- 2012.

La norma, secondo il governo, "risolve il grave problema dell'insufficienza delle quote oggi disponibili per soddisfare le richieste di assegnazione presentate da operatori energetici ed industriali per impianti entrati in funzione dopo l'adozione del Piano".

Il 30 aprile scorso, l'ex ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola aveva spiegato che la dotazione di quote previste dal Pna prevedeva una riserva per i nuovi entranti pari a 21,7 milioni di tonnellate di CO2, "non sufficiente a soddisfare le nuove richieste di oltre 500 imprese di diversi settori industriali oltre che di produttori di energia elettrica".

Per Legambiente, l'entrata in funzione nel 2009 di nuove centrali energetiche e in particolare dell'impianto a carbone di Civitavecchia "ha letteralmente prosciugato le quote di CO2 previste per tutti gli impianti", di qui la necessità di attribuire altre quote ai nuovi impianti.

Un portavoce del ministero dell'Ambiente ha detto di non poter commentare per il momento la notizia.

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