May 7, 2010 / 9:14 AM / 7 years ago

Clima, scienziati Usa firmano appello contro "attacchi politici"

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<p>I fumi dalle ciminiere di un'industria chimica ad Hafei, ChinaStringer</p>

WASHINGTON (Reuters) - Oltre 250 scienziati statunitensi hanno difeso ieri la ricerca sul cambiamento climatico dagli "attacchi politici" e hanno avvertito che un eventuale rinvio nell'affrontare il riscaldamento globale aumenta il rischio di una catastrofe planetaria.

Gli scienziati, tutti membri dell'Associazione Nazionale delle Scienze Usa, ce l'hanno con quei critici che hanno invitato a rimandare le azioni contro il cambiamento climatico a causa di presunti problemi nelle ricerche emersi da una serie di email intercettate nella vicenda ribattezzata "climate-gate".

"Quando qualcuno dice che la società dovrebbe attendere fino a che gli scienziati siano assolutamente certi prima di intraprendere un'azione, è lo stesso che dire che la società non dovrebbe agire mai", scrivono i 255 scienziati in una lettera aperta alla rivista "Science".

"Per un problema potenzialmente catastrofico come il cambiamento climatico, non agire rappresenta un pericoloso rischio per il nostro pianeta", scrivono ancora i membri dell'associazione, che dicono anche di essere stati profondamente disturbati dalla "recente escalation di attacchi politici sugli scienziati in generale e sui climatologi in particolare".

Sempre ieri, alcuni scienziati avevano sollevato un problema simile in un'audizione davanti a un comitato parlamentare sull'indipendenza energetica e sul cambiamento climatico.

"La realtà del cambiamento climatico provocato dall'uomo non può essere discussa ancora sul terreno scientifico", ha detto James Hurrell, del Centro Nazionale Usa per la Ricerca Atmosferica. "L'imperativo è agire con forza per ridurre le emissioni di carbonio e la dipendenza dai carburanti fossili".

La nuova normativa statunitense per la riduzione dell'inquinamento che ha effetto sul riscaldamento del clima potrebbe essere presentata la settimana prossima.

Le Ricadute Del "Climate-Gate"

Migliaia di email intercettate, scambiate tra climatologi, furono rese pubbliche poco prima del vertice di dicembre a Copenaghen sul cambiamento climatico.

Coloro che pongono in dubbio che il cambiamento climatico sia prodotto dalle attività umane affermano che questi messaggi indicano che l'unità di ricerca sul clima dell'Università di East Anglia in Gran Bretagna hanno dato vita a una cospirazione per distorcere o esagerare i dati.

Il mese scorso un inchiesta ha assolto i ricercatori britannici dall'accusa di aver commesso infrazioni nel "climate-gate".

Anche se i singoli scienziati sono stati riconosciuti innocenti, è la climatologia che è sottoposta a test, ha scritto su "Science" Sheila Jasanoff, della Scuola di Governo John F. Kennedy dell'Università di Harvard.

"Non è sufficiente a stabilire che cosa è buona scienza; è importante allo stesso modo capire per cosa è buona la scienza e chi ne beneficia", ha scritto Jasanoff. In un'intervista, la scienziata ha scritto che il suo articolo è stato provocato dalla ricaduta del "climate-gate".

Intanto, un climatologo dell'Università di Stato della Pennsylvania, pure assolto per la vicenda del "climate-gate", dopo che era stato accusato di aver soppresso o falsificato alcuni dati, è inquisito dallo Stato della Virginia - nella cui università aveva lavorato - per il presunto abuso di fondi.

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