E' di Raffaello dipinto dimenticato in un deposito di Modena

giovedì 6 maggio 2010 20:04
 

FIRENZE (Reuters) - Un piccolo dipinto ritrovato nel deposito di un museo e a lungo ritenuto una copia è stato attribuito dagli esperti a Raffaello, e la scoperta potrebbe far lievitare il valore dell'opera a 30 milioni di euro.

Il dipinto, una testa di donna quasi dimenticata in un deposito della Galleria estense di Modena, è stato attribuito a Raffaello grazie all'intuizione di Mario Scalini - soprintendente ad interim di Modena e Reggio Emilia e titolare della soprintendenza di Siena e Grosseto - e all'impiego delle più moderne tecnologie diagnostiche.

Si tratta - come ha spiegato Scalini a Reuters - dell'unico frammento superstite della prima redazione della celebre "Madonna della Perla", oggi al Museo del Prado di Madrid.

"L'opera venne commissionata a Raffaello dal conte di Canossa - racconta Scalini - ma Raffaello fece in tempo soltanto a realizzare il disegno e la testa che oggi gli abbiamo attribuito. Poi Raffaello morì, e il quadro venne completato dal pittore di scuola raffaellesca Giulio Romano: lo acquistò il cardinale Ippolito d'Este che però lo vendette subito dopo, tenendo per sé soltanto la parte autentica dipinta da Raffaello".

L'opera, rimaneggiata dal pittore di corte nel Seicento e da una mano neoclassica nell'Ottocento, finì nei depositi della Galleria estense, dove sono conservate circa 27mila opere su un patrimonio totale posseduto di 30mila pezzi.

"Nei depositi sterminati della Galleria c'era un piccolo dipinto che misura trenta per quaranta centimetri: mi ha colpito perché era dotato di una cornice enorme, intagliata e dorata, di altissimo pregio, certo non adatta ad una banale copia ottocentesca. Evidentemente chi ha scelto quella cornice conosceva il vero autore e il vero valore del quadro", prosegue Scalini.

Inoltre nell'archivio della Galleria, che risale al 1663, si citava un testa di madonna di Raffaello, opera che però non era presente tra i pezzi della Galleria e non risultava venduta né ceduta.

Scalini ha chiesto al laboratorio "Art-Test" di Pisa di effettuare uno studio con la tecnologia non invasiva "multilayers", che permette di penetrare i diversi strati di un dipinto mostrando anche livelli non più visibili ad occhio nudo.

"La ricostruzione storica e le indagini compiute ci permettono di affermare con ragionevole sicurezza che si tratti di un'opera di Raffaello", dice Scalini, sottolineando come le indagini siano state rese possibili dalla Banca popolare dell'Emilia Romagna, che le ha finanziate con 10mila euro "perché la Galleria non ha soldi da tre anni".

Il valore del Raffaello riscoperto potrebbe superare i 30 milioni di euro, conclude Scalini: "Questo inverno un disegno di Raffaello delle stesse dimensioni è stato venduto all'asta per 29 milioni di euro ed è ragionevole stimare che questa Testa di Madonna valga qualcosa di più".

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<p>Un'opera di Raffaello (foto di repertorio) REUTERS/Kieran Doherty</p>