Sempre più giornalisti uccisi nel 2010, dice istituto Insi

mercoledì 28 aprile 2010 19:16
 

di Robert Evans

GINEVRA (Reuters) - Almeno 42 giornalisti nel mondo sono stati uccisi in questa prima parte del 2010, e i governi dovrebbero attivarsi per proteggere i reporter e consegnare i loro assassini alla giustizia: lo ha dichiarato oggi un organo per la difesa dei media.

L' International news safety institute ha reso noto che aprile è stato il mese con più vittime tra i media degli ultimi cinque anni, con 17 giornalisti caduti, circa due ogni tre giorni.

L'organizzazione londinese denuncia poi che negli ultimi anni in otto casi su 10 gli artefici non hanno pagato davanti alla giustizia per le morti dei giornalisti.

"E' un grande monito del prezzo che paghiamo per avere notizie da tutto il mondo", ha detto Rodney Pinder, direttore dell'Insi, che gestisce corsi di sicurezza in tutto il mondo ed è finanziato da grandi gruppi di informazione, tra cui la Reuters.

"L'impressionante numero di vittime registrato in aprile mette a nudo ancor più questo problema... ciascun caso rappresenta un disperato bisogno di agire nei paesi interessati e sulla scena internazionale".

I peggiori anni per i media sono stati il 2007, con 172 giornalisti uccisi, e il 2006, con 168 - molti dei quali in Iraq.

Ma mentre molti corrispondenti esteri sono rimasti uccisi durante e dopo l'invasione condotta dagli Usa nel 2003, la maggior parte delle vittime è tra i reporter locali impegnati a raccontare storie "delicate", riguardo il crimine organizzato e la corruzione per i media nazionali.

Secondo il rapporto, quest'anno, sette giornalisti sono stati assassinati in Honduras, sei in Messico e quattro in Pakistan, mentre altre vittime si sono registrate in Colombia, Nigeria, Nepal, Venezuela, Cipro, Russia, Ecuador e Turchia.   Continua...