Immigrati, Consiglio d'Europa critica Italia per respingimenti

mercoledì 28 aprile 2010 12:36
 

STRASBURGO (Reuters) - Il Comitato per la prevenzione della tortura (Cpt), un organo del Consiglio d'Europa, ha denunciato oggi la politica italiana dei respingimenti degli immigrati clandestini, affermando che viola il diritto internazionale.

Il principio di non respingimento, iscritto nella Convenzione delle Nazioni Unite sullo status dei rifugiati del 1951, vieta il rinvio di una persona verso una paese dove la sua vita o la sua libertà possono essere minacciate.

"La politica italiana, che consiste nell'intercettare i migranti in mare per costringerli a tornare in Libia o in altri paesi non europei, viola il principio di non respingimento", è scritto in un rapporto del Cpt diffuso a Strasburgo.

Il comitato, che nel luglio 2009 ha indagato sulla politica adottata dal governo italiano a maggio dello scorso anno, dice che le persone intercettate in mare non hanno la possibilità di presentare una richiesta d'asilo e non vengono neanche identificati.

Per il Cpt l'Italia violerebbe anche le proprie legge, espellendo minori soli o donne incinte. Il rapporto cita casi di violenze sulle imbarcazioni a danno dei migranti.

Sono stati circa 600 gli immigrati intercettati in mare e immediatamente respinti tra maggio e luglio del 2009, principalmente verso la Libia, paese in cui "ogni persona detenuta rischia di essere sottomessa a gravi maltrattamenti" o di essere respinta verso un paese dove esiste questo tipo di rischio, dice il Cpt.

Il comitato riconosce che "gli Stati hanno il diritto sovrano di proteggere le loro frontiere e di controllare l'immigrazione", ma l'Italia deve rivedere le proprie procedure per assicurarsi che tutti i migranti intercettati ricevano prima di tutto cure e possano presentare domanda d'asilo.

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<p>Alcuni migranti guardano la televisione nel centro di detenzione di Lampedusa ITALY-IMMIGRATION REUTERS/Tony Gentile/Files</p>