Bertolaso propone sistema monitoraggio Ue per ceneri vulcaniche

martedì 27 aprile 2010 18:11
 

ROMA (REUTERS) - La Protezione civile propone l'attivazione di una rete di monitoraggio dei cieli di tutta Europa, per mettere a frutto le sue competenze acquisite nello studio dei vulcani sul territorio italiano, mentre la presidenza del Consiglio ha firmato un'ordinanza per mettere a punto un sistema di controllo sui vulcani sommersi di Mediterraneo e Canale di Sicilia.

Il capo della protezione civile Guido Bertolaso ha presentato oggi in una riunione con la stampa estera i metodi per l'osservazione dei fenomeni vulcanici messi a punto in Italia, l'unico paese europeo insieme all'Islanda ad avere vulcani attivi sul suo territorio.

Bertolaso è tornato sull'argomento, reso d'attualità dalla recente eruzione dell'Eyjafjallajokull in Islanda che ha tenuto a terra gran parte dei voli europei per giorni.

"E' stato giusto il comportamento delle agenzie e delle compagnie di bloccare i voli", ha detto, sostenendo però che la situazione è stata grave perché i radar di monitoraggio dei cieli d'Europa non sono pensati per la cenere vulcanica, e quindi sono risultati inadeguati.

"Forse se... l'Europa fosse stata capace di allestire un sistema in grado di monitorare la cenere, con 2-300 milioni di Euro avremmo potuto evitare il blocco totale dei cieli".

Secondo Bertolaso l'Italia, dall'ultima eruzione di cenere dell'Etna nel 2002, monitora il "cono" aereo sopra il vulcano siciliano, per verificarne le condizioni dell'atmosfera e la possibile presenza di frammenti che potrebbero essere fonte di guasti per gli aerei: "Un sistema analogo si può benissimo mettere in piedi per tutta Europa", ha detto.

Bertolaso ha riferito poi che oggi è stata firmata un'ordinanza dal presidente del consiglio per "indagare a tappeto dei possibili rischi" dei vulcani sommersi nei mari italiani, "di cui di fatto non sappiamo nulla".

L'ordinanza intende mettere a disposizione dei fondi alla Protezione civile, per approfondire tramite delle apparecchiature sottomarine la conoscenza dei circa 13 vulcani sommersi che sono distribuiti tra il Mediterraneo e il canale di Sicilia e per installarvi delle apparecchiature di controllo.

L'iniziativa è volta a prevenire la creazione di maremoti o piccoli tsunami che potrebbero derivare dalla continua attività dei crateri sommersi come il Marsili o il Valinov, quest'ultimo il più grande vulcano attivo d'Europa.

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<p>La nube di cenere del vulcano islandese Eyjafjallajokull REUTERS/Ingolfur Juliusson</p>