Videosorveglianza: nuove regole, cartelli per avvisare cittadini

martedì 27 aprile 2010 11:29
 

ROMA (Reuters) - Il Garante della privacy ha varato nuove e più stringenti regole per i sistemi di videosorveglianza, che dovranno rispettare "specifiche garanzie per la libertà delle persone", in particolare nel caso dei cosiddetti "sistemi intelligenti" come il riconoscimento facciale o la "motion detection".

Le nuove regole, dice oggi un comunicato del Garante per la protezione dei dati personali, sostituiscono quelle del 2004 e sarà presto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

Il provvedimento prevede che le persone che attraversano aree sorvegliate devono essere avvertite da cartelli della presenza di telecamere, e speciali cartelli sono previsti per gli impianti di ripresa collegati alle sale operative delle forze di polizia.

Ovviamente, ci sono eccezioni: "Le telecamere istallate a fini di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica non devono essere segnalate - dice il comunicato - ma il Garante auspica comunque l'utilizzo di cartelli che informino i cittadini".

Le immagini potranno essere conservate per non oltre 24 ore, "fatte salve speciali esigenze di ulteriore conservazione in relazione a indagini" Per le banche e altre "attività particolarmente rischiose", però è ammesso un periodo di una settimana. ma anche in questo caso, si potranno chiedere deroghe al Garante per prolungare i tempi di conservazione.

Dopo che il cosiddetto "pacchetto sicurezza" ha dato più poteri ai sindaci in materia di sicurezza, il nuovo regolamento autorizza i Comuni a installare sistemi di "Cc Tv", ma con l'obbligo di porre cartelli per segnalarne la presenza, tranne particolari eccezioni. In questi casi le immagini potranno essere conservate di norma una settimana.

E' autorizzata anche la presenza di videocamere per il controllo di discariche di rifiuti, ma anche delle cosiddette "eco- piazzole", "per monitorare modalità del loro uso, tipologia dei rifiuti scaricati e orario di deposito". E degli autovelox sulle strade, purché segnalati.

Occorre invece l'autorizzazione del Garante per installare sistemi "intelligenti" "dotati di software che permettono l'associazione di immagini a dati biometrici", come quelli di riconoscimento facciale, oppure di "di riprendere e registrare automaticamente comportamenti o eventi anomali e segnalarli", come la "motion detection", cioè la "individuazione di movimento".

E in alcuni casi occorre il sì preventivo del Garante anche per i sistemi che collegano telecamere di soggetti diversi, consentendo servizi di videosorveglianza "in remoto" da parte di società specializzate - tra cui provider Internet - con il collegamento a un'unica sala controllo.

Ma le telecamere, con le opportune restrizioni, potranno essere installate nelle scuole, per evitare atti di vandalismo; nei taxi e sui mezzi di trasporto pubblico, negli ospedali, per monitorare i pazienti; sui luoghi di lavoro, nelle proprietà private.

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<p>Telecamera a circuito chiuso, foto d'archivio. REUTERS/Joshua Lott</p>