Medici senza frontiere: tg italiani dimenticano crisi umanitarie

mercoledì 21 aprile 2010 15:06
 

di Francesco de Augustinis

ROMA, 21 aprile - (Reuters) Nei maggiori telegiornali italiani il delitto di Garlasco ha occupato più spazio di tutte le più gravi crisi umanitarie messe insieme, mentre saldi e caldo hanno tolto la scena a milioni di vittime di guerre e malattie, come denuncia Medici senza frontiere.

Nel corso di un incontro con la stampa l'organizzazione medico-umanitaria ha presentato oggi un rapporto realizzato dall'Osservatorio di Pavia, che ha analizzato il comportamento dei tg delle sei maggiori reti nazionali (Rai e Mediaset) nel corso di tutto il 2009 rispetto alle crisi umanitarie, denunciando come a queste sia stato dedicato solo il 6% dello spazio complessivo.

"Medici senza frontiere è stata creata 40 anni fa a Parigi da un gruppo di medici, ma anche di giornalisti", ha detto il presidente dell'organizzazione in Italia, Kostas Moschochoritis, che sulle "crisi dimenticate" dichiara che "il nostro mandato prevede di portarle all'attenzione dell'opinione pubblica".

Mirella Marchese, autrice del rapporto, sottolinea le fortissime discrepanze tra lo spazio dedicato dai tg ad alcune crisi ed altre notizie più leggere.

Delle malattie "dimenticate" come la tubercolosi, la malattia del sonno e il Chagas, che minacciano la vita di 400 milioni di persone al mondo, non è stato fatto cenno in una sola notizia sui tg nazionali, mentre il conflitto nella Repubblica democratica del Congo è stato citato 7 volte. Intanto i saldi o il caldo estivo sono stati raccontati rispettivamente in 122 e 246 notizie, per non parlare dei delitti di Garlasco o di Perugia, che svettano con 585 e 536 notizie.

Moschochoritis sottolinea come la poca visibilità di alcune crisi sia poi quasi esclusivamente dedicata a questioni che coinvolgono italiani o occidentali, o a fatti limitati nel tempo: "Le notizie che vengono dall'Afghanistan sono tantissime, ma le notizie che riguardano le condizioni di vita e l'accesso alle cure della popolazione afghana sono veramente poche".

Il presidente di Msf ha citato anche l'Aids, di cui si parla solo in occasione di qualche visita del Papa in Africa, o lo Yemen e la Somalia, entrambi paesi stravolti dai conflitti interni, di cui si parla solo per possibili presenze terroristiche.

"Lo spazio c'è dentro i telegiornali per parlare di queste cose", è il commento accalorato di Roberto Natale, presidente della Federazione nazionale della stampa italiana, presente all'incontro. "Giornali e telegiornali devono parlare di problemi, non infiocchettare notizie per far piacere al pubblico".

Msf ha lanciato insieme al rapporto la campagna "Adotta una crisi dimenticata", rivolta ai media e alle scuole di giornalismo, che si compone anche dell'azione collettiva "Accendi un riflettore", che invece invita i singoli a diffondere e far conoscere le crisi tramite i social network.

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<p>Donne somale ricevono generi alimentari in un centro a sud di Mogadiscio. REUTERS/Feisal Omar (SOMALIA - Tags: SOCIETY IMAGES OF THE DAY)</p>