Consiglio Europa chiede a Italia contrasto violenza forze ordine

martedì 20 aprile 2010 16:46
 

STRASBURGO (Reuters) - Il Consiglio d'Europa ha chiesto all'Italia di attivarsi perché migliori il livello del trattamento da parte delle forze dell'ordine delle persone in stato d'arresto e diminuisca la violenza, anche tra detenuti, all'interno dei penitenziari italiani.

Lo si legge in un rapporto pubblicato oggi dal Comitato anti-tortura (Cpt) del Consiglio, che ha svolto dal 14 al 26 settembre 2008 la sua quinta visita in Italia.

Nel corso della missione, la delegazione del Cpt ha ricevuto una serie di accuse riguardo "all'eccessivo uso della forza da parte di agenti di polizia e carabinieri e, in misura minore, della Guardia di finanza", si legge nel rapporto, in cui si fa riferimento a "pugni, calci, manganellate somministrate nel corso di arresti o in alcuni casi durante la custodia".

Dopo aver constatato "prove mediche di tali accuse", il Cpt ha chiesto alle autorità italiane "ulteriori azioni per portare la situazione in linea con gli standard di legge (europei)".

L'Italia, continua il rapporto, ha risposto di aver già provveduto a diramare "direttive specifiche per prevenire e sanzionare comportamenti inappropriatamente aggressivi da parte delle forze dell'ordine".

Sul fronte carceri, oltre a lamentare l'eccessivo sovraffollamento, il Comitato ha espresso "grande preoccupazione" per l'alto livello di violenze tra detenuti -- che ha causato nel corso del 2008 diversi feriti e un decesso -- di fronte alle quali in alcuni casi le forze dell'ordine si sono dimostrate troppo lente ad intervenire.

Situazioni particolarmente gravi sono state rilevate nei penitenziari di Brescia-Mombello e Cagliari-Buoncammino.

Le autorità italiane hanno risposto, si legge ancora nel documento del Consiglio, di aver sollecitato l'amministrazione dei due carceri a contrastare il livello di violenze, diminuite comunque negli ultimi tempi grazie anche all'azione di volontari Caritas.

 
<p>Un carcere di massima sicurezza a Padova REUTERS/Dario Pignatelli (ITALY)</p>