April 19, 2010 / 3:34 PM / 7 years ago

La Tate dipinge Gaugin come uomo d'affari convertito all'arte

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<p>Dipinto di Gauguin in foto d'archivio.Luke MacGregor</p>

di Mike Collett-White

LONDRA (Reuters) - Abbandonata la vita da agente di borsa dopo il crollo dei mercati del 1882, seppe sfruttare al meglio la capacità di promuovere se stesso: in autunno una mostra londinese su Paul Gaugin presenta l'artista sotto un'inedita luce moderna.

Più di cento opere del celebrato pittore francese, provenienti da varie collezioni di tutto il mondo, saranno raccolte per "Gaugin: creatore di un mito" alla Tate Modern, in quello che i critici hanno già definito l'"evento dell'anno" dal panorama artistico inglese.

"Rispetto a tutte queste esposizioni, la qualità distintiva della mostra alla Tate Modern sarà la sua ambizione ... di rappresentare tutti gli aspetti del prodotto artistico di Gaugin", ha dichiarato oggi Christine Riding, una curatrice della mostra. L'evento è il primo di rilievo che la Gran Bretagna dedica al pittore francese negli ultimi 50 anni, e durerà dal 30 settembre a16 gennaio 2011.

Secondo gli organizzatori grande rilevanza sarà data alla capacità dell'artista, che visse a lungo come auto esiliato nella cultura in via d'estinzione dei Maori, di costruire un mito - in parte vero, in parte inventato - intorno a se stesso.

"Definiva ciascun'opera migliore della precedente", ha spiegato Belinda Thomson, anch'essa curatrice dell'evento, che ha raccontato come nel 1889 l'artista si autoritrasse nella figura di Cristo in "Autoritratto come Cristo nel Giardino degli ulivi", volendo deliberatamente fare scalpore.

Per aver trascorso i primi cinque anni di vita in Perù, Gaugin si autodefiniva un artista "selvaggio": "Gli Inca secondo una leggenda venivano direttamente dal sole, ed è lì che tornerò", scrisse una volta in una lettera.

Si descrisse anche come un "marinaio vissuto", per aver prestato servizio in una nave mercantile e nella marina francese, e come un uomo dal "sangue blu".

Il suo passato fu in realtà molto meno romantico. Lavorò tra il 1872 e il 1882 come agente di borsa, imparando nel frattempo a dipingere, e ci volle una grave crisi economica in Francia per spingerlo completamente alla via dell'arte e della miseria, in cui restò per tutto il resto dei suoi anni.

Organizzò un'asta dei suoi quadri nel 1891 per pagarsi un viaggio a Tahiti, isola della Polinesia francese, dove produsse le sue opere più famose, chiedendo denaro anche al governo per sostenere le spese.

Gaugin tornò a Parigi nel 1893 con soli quattro franchi in tasca, per partire nuovamente due anni dopo per Thaiti, dove visse in difficili condizioni sia di salute che economiche. Mori nel 1903 nelle isole Marchesi.

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