Dal Tamigi a Istanbul in "eco-barca" per turismo sostenibile

sabato 17 aprile 2010 16:39
 

di Valentina Rusconi

MILANO (Reuters) - Due uomini e una barca, in viaggio dalle sponde del Tamigi fino a Istanbul per le vie d'acqua dell'Europa.

Un'impresa lenta, quella di Giacomo De Stefano e Jaco po Epis, che sulla Clodia attraverseranno, senza nemmeno un euro in tasca, prima la Manica per approdare sulle coste francesi, infilarsi nella rete di canali che li porterà in Germania, un salto sul Reno, e poi il Danubio, i Balcani per arrivare alla fine nella capitale della Turchia.

Un viaggio "high tech", "low impact" e "no cost". Armati di pannelli solari per alimentare l'elettronica a bordo, vela, remi, fornello fai-da-te, incerata, lenza e amo per procurasi da mangiare, cercheranno l'ospitalità di chi vive sulle rive dei tratti d'acqua che attraverseranno o dormiranno in tenda, per cercare di riscoprire un modo diverso di comunicare, di viaggiare lentamente, scoprendo le piccole economie locali.

Sul Bosforo arriveranno forse tra 4 mesi, forse tra 7, senza fretta. Davanti a loro hanno da affrontare con la forza delle braccia e del vento, circa 5.200 chilometri, 400 ponti e 200 chiuse.

Partiti il 15 aprile da Henley-on-Thames a ovest di Londra, tempo due o tre giorni arriveranno nella City, e poi giù fino alla Manica entro forse una settimana.

Da quel punto i tempi si fanno meno prevedibili, col canale da attraversare e la Clodia coi suoi 5,6 metri che è un po' piccola. "E' il passaggio più difficile. Aspetteremo la finestra giusta quando ci sarà del bel tempo. Contiamo di farlo in una giornata sola, partendo molto presto. Se qualcuno si muoverà con noi ben venga, altrimenti andremo da soli", spiega Jacopo , 36 anni ed ex canottiere veneziano che prima di questo viaggio nella sua vita è stato solo una volta all'estero.

Per raccontare in tempo reale il loro viaggio, Giacomo e Jacopo racconteranno i loro spostamenti sul blog www.manontheriver.com, e chiunque vorrà aggiungersi sarà il benvenuto in qualsiasi momento. "Abbiamo un gps e ogni mezz'ora si può vedere sul nostro sito dove siamo. Se uno vuole può fare qualche tappa con noi. E' un viaggio aperto alla condivisione. Nella barca possiamo ospitare una persona al massimo, ma per esempio se si vuole fare il Danubio accanto a noi in bicicletta, ben venga", aggiunge Jacopo.

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