16 aprile 2010 / 14:09 / 7 anni fa

Sanità, per Censis italiani soddisfatti. Fazio annuncia riforme

<p>Ferruccio Fazio in foto d'archivio.Max Rossi</p>

di Francesco de Augustinis

ROMA (Reuters) - Gli italiani danno complessivamente un buon giudizio del sistema sanitario, anche se con diversi punti critici e forti discrepanze tra nord e sud. Da questo punto di partenza il ministro della Salute intende lanciare un processo di graduale riforma strutturale per i prossimi decenni.

Il quadro emerge dal rapporto presentato oggi dall'istituto di ricerca Censis, commissionato dal ministero della Salute, e condotto su 1.200 cittadini e su un campione di 1.100 persone entrate in contatto con i servizi sanitari negli ultimi due mesi.

"E' stato un primo test nazionale, per migliorare i punti di criticità del sistema", ha commentato Carla Collicelli, vicepresidente del Censis.

Dal rapporto, emerge che il 62% degli italiani ha una buona percezione della qualità del servizio sanitario, con un altro 32% che lo ritiene sufficiente. Un dato positivo, se confrontato con il record europeo del 55% di francesi e svizzeri "molto soddisfatti" dei rispettivi sistemi, indicato da un sondaggio della Consultancy Deloitte di qualche giorno fa.

Dal rapporto sull'Italia spicca la fortissima discrepanza tra il nord, con percentuali di soddisfatti trainanti l'intero dato nazionale, il centro e il sud. La criticità principale del sud risulta essere la malasanità, con un cittadino su due circa che crede possibile o probabile un grave errore medico, mentre con il centro è condivisa la scarsa capillarità delle strutture e l'insofferenza alle lunghe liste di attesa e alla burocrazia.

Risalta l'affermazione di quasi il 30% del campione del centro-sud di aver dovuto ricorrere a conoscenze personali e favoritismi per l'accesso in ospedale.

Il ministro della Salute Ferruccio Fazio ha sottolineato il cattivo feedback dei malati acuti e cronici, che collega soprattutto al sempre maggior numero di anziani che usufruiscono dei servizi. "Nel 2050 non ci sarà più la sostenibilità per i ricoveri per (i casi) acuti -- ha dichiarato -- tutti i letti di ricovero per acuti, saranno per gli anziani".

Fazio ha dunque annunciato un piano di ristrutturazione del sistema che avrà inizio adesso ma che dovrà interessare i prossimi decenni, per far fronte al problema dell'invecchiamento della popolazione.

"Stiamo incominciando a pensare a strutture socio sanitarie territoriali, composte da farmacie e dall'associazionismo socio assistenziale", ha aggiunto, dichiarando fallito il sistema "intra moenia", basato sulle prestazioni dei medici in ospedale fuori dell'orario di turno.

"Se fino ad oggi l'ospedale ha identificato il luogo della sanità... in futuro nei prossimi 30, 40 anni, dovremo arrivare ad identificare la santità con le strutture territoriali".

Il ministro ha anche aggiunto di aver trattato questo argomento in un convegno ieri con Federfarma, la federazione nazionale dei farmacisti, e di prevedere nei primi processi di riforma già in atto una rivalutazione di questo ruolo professionale.

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