Europa, studio: serve presto settore energetico a emissioni zero

martedì 13 aprile 2010 16:53
 

LONDRA (Reuters) - L'Europa deve rinnovare il proprio sistema energetico nel giro di pochi anni ed eliminare virtualmente la generazione di energia che produce carbonio, per poter ridurre dell'80% entro il 2050 le emissioni di gas a effetto serra, dice un nuovo studio.

Il rapporto "Roadmap 2050: una guida pratica a una Europa prospera e a ridotte emissioni di carbonio", redatto da consulenti e universitari, afferma che una simile riduzione nelle emissioni di gas a effetto serra in Europa - rispetto ai livelli del 1990 - è possibile solo se il settore elettrico ridurrà quasi a zero il rilascio di carbonio.

"Realizzare questa trasformazione radicale richiede cambiamenti fondamentali nel sistema energetico. Questo livello di riduzione è possibile solo con una fornitura di energia a livello quasi zero di carbonio", dice il rapporto.

"Realisticamente, gli obiettivi del 2050 saranno difficili da realizzare se la transizione non sarà comincerà sul serio entro i prossimi cinque anni".

Sul breve termine, il costo di perseguire una politica elettrica a bassa emissione o a emissioni zero potrebbe essere più elevata del normale al tasso abituale, ma nel tempo queste differenze scompariranno, indica il rapporto elaborato dalla società di consulenza McKinsey & Company, dall'Imperial College di Londra, da Oxford Economics, e dal Centro ricerche sull'energia dei Paesi Bassi.

"Si presume che gli scenari di energia altamente rinnovabile siano troppo instabili per fornire sufficiente affidabilità, che siano antieconomici e più costosi, e che servano svolte tecnologiche per trasformare a emissioni zero il settore energetico europeo", dice Matt Phillips della European Climate Foundation. "Roadmap 2050 ha provato che queste affermazioni non sono vere".

La conclusione che il costo dell'elettricità non sarà complessivamente più alto con una fornitura energetica a emissioni zero o comunque basse implica che ci sia un impegno accresciuto per la riduzione delle emissioni anche nel resto del mondo, che le proiezioni dell'Agenzia internazionale dell'Energia sull'aumento dei combustibili fossili siano valide, una significativa espansione della griglia elettrica europea, un prezzo medio del carbone di almeno 20-30 euro a tonnellata fino al 2050.

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<p>Pannelli solari in foto d'archivio. REUTERS/Stefan Wermuth</p>