Editori scrivono a governo contro aumento tariffe postali

venerdì 9 aprile 2010 16:47
 

ROMA (Reuters) - I rappresentanti di circa 250 piccole case editrici hanno scritto oggi al ministro dello Sviluppo Economico e a quello dell'Economia segnalando che l'abolizione delle tariffe postali agevolate per l'editoria ha provocato un aumento medio del 700% dei costi di spedizione, e chedendo di ritirare il provvedimento.

La misura, contenuta nel decreto del 30 marzo scorso, che sospende sine die la tariffa speciale, è stata già criticata nei giorni scorsi dagli editori associati a Confindustria.

"Le case editrici, soprattutto quelle piccole e indipendenti, sopravvivono senza incentivi statali di nessun genere, tengono duro anche durante la crisi, scommettono sulle librerie e sui lettori e diffondono cultura, pluralità di opinioni e sapere, pur in assenza di una seria legge a sostegno della loro attività, come avviene invece nella maggior parte dei Paesi europei", dice la lettera firmata da 247 case editrici, tra cui marchi più noti come E/O, Marsilio o Jaca Book.

"Come potranno svolgere ancora il loro fondamentale ruolo sociale se saranno costrette a ridurre in modo insostenibile i loro margini? Dovranno rifarsi sulle librerie e sui lettori in un cieco circolo vizioso che già ora identifica l'Italia come uno dei paesi con il minor consumo culturale?"

Nella missiva gli editori chiedono dunque di "ripristinare immediatamente le tariffe postali agevolate e di convocare un tavolo con la partecipazione" anche degli editori non rappresentati dalle associazioni di categoria.

Intanto, dopo una riunione avvenuta ieri tra governo, Poste, associazioni degli editori di quotidiani, periodici e libri e il sindacato dei giornalisti, oggi è previsto l'avvio di un tavolo tecnico per studiare la questione delle tariffe.

-- Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia