Nepal, la "dea vivente" vuole una carriera in banca

mercoledì 7 aprile 2010 11:45
 

PATAN, Nepal (Reuters) - Anche una "dea vivente" deve in alcune occasioni prendere delle decisioni difficili.

Chanira Bajracharya, 15 anni, è stata per 9 anni la "dea vivente" o Kumari del Patan, un'antica città a sud di Kathmandu, benedicendo i credenti e lasciando il suo tempio soltanto in portantina.

Adesso, prossima alla normale deposizione imposta dal culto per le Kumari quando raggiungono la pubertà, Bajracharya spera in una carriera in banca, a condizione di prendere voti sufficientemente alti per studiare economia o contabilità.

"Voglio studiare economia e commercio o contabilità ed entrare nel settore bancario", ha detto a Reuters in una rara intervista dopo aver sostenuto gli esami scolastici, vestita e truccata secondo tradizione, con il terzo occhio disegnato sulla fronte.

Molte ex-dee sono poi andate a lavorare o si sono sposate, ma non molte hanno studiato, anche per un problema di costi, visto che da dee viventi ricevono circa 15 euro al mese dallo stato e una cifra ancora minore nel resto della loro vita.

Le giovani Kumari, scelte tra le bambine delle caste buddiste delle famiglie newar, sono venerate dagli induisti come l'incarnazione della dea Kali, forma guerriera di Parvati nonché consorte di Shiva.

Le Kumari, che vivono nei templi delle città della valle di Kathmandu, devono secondo un'ordinanza della corte suprema nepalese del 2008 avere accesso ai servizi sanitari ed educativi.

Alcune persone sostengono invece che la tradizione violi i diritti dei bambini, lasciando le Kumari deposte in condizioni difficili.

Ma Bajracharya dice di essere felice.

"Non mi sento triste perché non possono uscire. Non mi manca. Non ho amici ma posso comunque giocare con i miei due fratelli... Mi piace la mia vita da Kumari", dice in un inglese incerto, preferendo scrivere le risposte su un quaderno.

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<p>6 aprile 2010. Chanira Bajracharya, Kumari del Patan, in foto d'archivio. REUTERS/Gopal Chitrakar</p>