Pasqua di Battenti in Calabria: sangue e vino per espiare

martedì 6 aprile 2010 12:59
 

di Francesca Piscioneri

VERBICARO, Cosenza (Reuters) - Sono le due del mattino e camminando per i vicoli di Verbicaro si respira uno strano odore, una mistura di sangue e vino, dolce e acre insieme. Per terra macchie dello stesso sangue; sui muri impronte rosse di mani, lasciate vicino all'immagine della Madonna; in cielo la luna quasi piena sorride appannata da una leggera foschia. Sacro e profano, benedizione ed espiazione del peccato innaffiata con il vino per renderla più vera, e meno dolorosa.

E' quello che resta dopo il passaggio dei Battenti, sette uomini col cappuccio rosso che ogni anno, nella notte del giovedì di Pasqua, attraversano per tre volte questo borgo calabrese battendosi sulle cosce nude con del sughero conficcato di pezzi di vetro, fino a sanguinare. Il rito è macabro ma l'ebbrezza che invade tutti rende euforici, anche se il Venerdì Santo con la crocifissione di Cristo si avvicina. E i Battenti, a modo loro, chiedono perdono per questo.

Verbicaro è un paesino di 3.000 anime in provincia di Cosenza sospeso fra mare e montagna, circondato da una natura splendida deturpata da un'edilizia senza pietà. Case antiche diroccate e disabitate e palazzine nuove, brutte, di un'altezza smisurata e invadente.

In comune con gli altri borghi calabresi c'è il cibo buono e genuino, gli abitanti riservati e gentili e quel dialetto stretto che è ancora più incomprensibile nel tentativo di qualche anziano di italianizzarlo. Di originale c'è la cerimonia dei Battenti, che Verbicaro condivide con il Comune gemellato di Nocera. "Ma lì - spiega orgoglioso Giuseppe della Proloco - il rito è di giorno, è meno suggestivo".

Si parte intorno alle undici di sera dalla cantina di Francesco che ha fatto il Battente per quasi trent'anni e ora ha passato il testimone ai suoi due figli.

Il vino rosso, di quello forte, scorre già nelle vene di paesani e forestieri che gozzovigliano dalle sei. Ma soprattutto inebria i Battenti e, assicurano i verbicaresi, li rende immuni dal dolore.

Tutto il paese si riversa intorno alla cantina e inizia, in silenzio, ad ascoltare il suono sordo del sughero con il vetro che batte sulla pelle dei sette uomini. Qualcuno versa del vino anche sulle gambe mentre il sangue inizia a sgorgare, i piedi sono nudi.

I Battenti escono dalla cantina, il percorso è segnato: si passa dalle due chiese principali dove ci si batte in ginocchio davanti al sagrato ma senza entrare, il luogo è sacro. Si prosegue nella piazzetta dove poi passerà la processione e si lasciano le impronte delle mani insanguinate sul muro.   Continua...

 
<p>Penitente a Nocera per il sabato santo, foto d'archivio. REUTERS/Loris Savino</p>