Pedofilia, padre Cantalamessa si scusa con ebrei - stampa

domenica 4 aprile 2010 12:00
 

ROMA (Reuters) - Il predicatore personale di Benedetto XVI, padre Raniero Cantalamessa, si è scusato con gli ebrei per aver paragonato gli attacchi al Papa e alla Chiesa per i sacerdoti pedofili all'antisemitismo.

"Se, contro ogni mia intenzione, ho urtato la sensibilità degli ebrei e delle vittime della pedofilia, ne sono sinceramente rammaricato e ne chiedo scusa, riaffermando la mia solidarietà con gli uni e con gli altri", ha detto il frate cappuccino in un'intervista al Corriere della Sera in edicola oggi.

Nell'omelia per la celebrazione del Venerdì santo presieduta da Benedetto XVI, il predicatore della Casa pontificia ha letto una lettera ricevuta da un amico ebreo che tracciava un paragone fra antisemitismo e attacchi mediatici al Pontefice per i recenti scandali legati agli abusi su minori da parte di esponenti del clero.

Un accostamento che ha urtato profondamente le comunità ebraiche e che il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni ieri in un'intervista ha definito "osceno".

Al Corsera, padre Cantalamessa spiega che il suo amico ebreo "non si riferisce all'antisemitismo della Shoah: intendeva - e mi pare che lo dica chiaramente - 'l'uso dello stereotipo e il facile passaggio dalla colpa individuale a quella collettiva' più che come effettiva persecuzione".

Il predicatore sottolinea poi che "il Papa non solo non ha ispirato ma, come tutti gli altri, ha ascoltato per la prima volta le mie parole durante la liturgia in San Pietro".

Ieri, dopo le polemiche suscitate dall'omelia del Venerdì santo, padre Federico Lombardi, portavoce della sala stampa vaticana, ha precisato che l'accostamento tra attacchi alla Chiesa e antisemitismo "non è la linea seguita dalla Santa Sede".

Alcuni media hanno accusato il Papa di negligenza nella gestione di casi di abusi su minori quando era cardinale. Scosso dalla crisi, il Vaticano ha accusato i media di tentare "ignobilmente" di macchiare a tutti i costi il leader della Chiesa cattolica.

Il Vaticano ha negato di aver coperto i casi, aggiungendo che la colpa di individui che hanno commesso dei reati, per quanto odiosi, non può ricadere sul Pontefice o sull'intera Chiesa.

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